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Avezzano Calcio, Ruggeri: «Noi come la Vecchia Signora»

L'Avezzano Calcio espugna il "Della Vittoria" e mette in cassa tre punti importanti. Ruggeri strizza l'occhio alla squadra e fa il punto in attesa di presentarsi alla città.

L’Avezzano Calcio espugna il “Della Vittoria” di Tolentino e mette in cassa tre punti importanti. Ruggeri strizza l’occhio alla squadra e fa il punto in attesa di presentarsi alla città.

Per uno come lui, che nel Karma ci crede, eccome, la risposta della squadra sul neutro di Tolentino appare a metà tra un presagio di buon auspicio e una emolumento per il voto alla causa. Tutto bene insomma. 2-0 secco dal messaggio di facile interpretazione; l’Avezzano, seppur nel pieno del vortice rivoluzionario, c’è e ci sarà. Bisognerà lavorare, esattamente come Gianni Paris ha fatto finora. L’unione delle forze, intese in termini imprenditoriali e progettuali, getta luce sul futuro e alimenta quelle aspettative che sembravano andate perdute.

A una settimana esatta del flop casalingo col Matelica, dal “Della Vittoria”, contro il Porto Sant’Elpidio arriva l’unica risposta consentita. La squadra sblocca il match alla mezz’ora della ripresa con Kevin Magri e chiude la pratica nel finale, allo scadere, grazie al l’attaccante Marco Gaeta. Doppio passivo prepotente, dalla doppia chiave di lettura: i biancoverdi mettono a segno in novanta minuti un terzo delle reti realizzate nell’intero arco del campionato e, nota di valore, chiudono a porta inviolata una partita dalle mille insidie.

«Una vittoria di buon auspicio, mi sento di dire questo. Sono convinto che un atteggiamento positivo porti positività. Voglio credere che lo scossone societario abbia aiutato a ritrovare il giusto equilibrio. So che Gianni è stato allo stadio, ha parlato allo spogliatoio e ha chiesto di combattere, di onorare la maglia. Vogliamo esattamente questo, che i ragazzi rispondano sul campo. Difficile non apprezzare il passo in avanti fatto dai ragazzi in termini di atteggiamento, di spirito. Ecco, mi è sembrato che la prestazione di ieri fosse figlia del temperamento e della fame del nostro allenatore.»

Tre punti pesantissimi, che avvicinano l’uscita dal blocco play out e distendono i nervi in attesa del prossimo impegno casalingo. Il Dei Marsi rischia di diventare una polveriera. La dura contestazione del post Matelica ha segnato la squadra, ed ora bisognerà ricompattare l’ambiente ed accattivarsi gli spalti, senza il timore di un giudizio severo. Via Ferrara deve dare stimoli, non turbamenti, e allora la partita col Montegiorgio sarà occasione di riappacificazione con la tifoseria.

«Ieri, guardando le immagini, ho visto una rappresentanza di almeno una decina di tifosi. È importante. Come dovrebbe esserlo per i ragazzi avere un intero stadio a favore quando si scende in campo tra le mura di casa. Io voglio fare un appello sentito, chiedo al popolo avezzanese di riempire lo stadio domenica col Montegiorgio e di sostenere questa squadra. Il Dei Marsi è una bomboniera, e dovremmo cercare di incutere timore nell’avversaria già al momento dell’ingresso in campo. Non abbiamo la bacchetta magica ma sappiamo programmare e, soprattutto, saremo bravi a farlo nel lungo termine. Questo deve essere l’anno zero, poi ci dedicheremo ad un progetto vincente, che riporti questa squadra quantomeno in Lega Pro. Prima di raccogliere i frutti del campo, però, dovremo far sì che la società, in primis, sia una società di professionisti. Voglio emulare lo stile della Vecchia Signora, e ve lo dice un tifoso romanista. Quello deve essere il modello da perseguire. Vi assicuro che già sabato, in occasione della conferenza stampa, avrete modo di capire cosa intendo. Voglio portare know how, competenze, serietà, ampia visione. Esattamente come Gianni non mi ci vedo in serie D, non avrei mai accettato questo incarico se non avessi avuto la convinzione di arrivare lassù.»

 

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