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Mafia, appalti e allarme infiltrazioni all’Aquila

Mafia, appalti e ricostruzione al centro di un seminario all'Aquila con il capo della Dia Governale.

Mafia, appalti e allarme infiltrazioni all’Aquila, a più d 10 anni dal sisma, al centro di un seminario nazionale di criminologia.

Mafia e appalti all’ottavo seminario nazionale di criminologia che si è svolto ieri, venerdì 7 novembre, all’aula magna di Scienze umane dell’Aquila, sul tema della radicalizzazione delle mafie estere in Italia.

Presente Giuseppe Governale, capo della Direzione investigativa Antimafia (Dia).

L’allarme infiltrazioni della criminalità organizzata all’Aquila, negli appalti della ricostruzione, fino ad ora è stato gestito bene, ma è fondamentale non abbassare la guardia. I soldi fanno gola”, ha detto Governale.

“Noi abbiamo il compito di monitorare le grandi opere – ha aggiunto – Non bisogna mai abbassare il livello di attenzione. La criminalità organizzata va dove c’è movimento di denaro, un po’ come le mosche con lo zucchero. Dobbiamo essere pronti con l’insetticida”.

Presente anche Nicola Morra, pentastellato e presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

“Le relazioni puntuali della Dia danno l’idea della penetrazione di certi sodalizi in molte aree del Paese. Noi sappiamo che la ricostruzione per molti è un obbligo morale a favore dei cittadini, per altri è occasione di profitto immenso. In certe aree bisogna essere molto prudenti”.

“L’Aquila potrebbe essere un luogo privilegiato per la criminalità, è un tema che percepiamo molto vicino. L’Università può fare il suo mestiere, formare, fare cultura, aiutare i cittadini a diventare baluardo contro questi fenomeni”, è stato il commento del rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse, che ha auspicato a una centralità maggiore dell’Università per contrastare la mafia.

Come riporta Il Messaggero, il seminario è stato organizzato dall’Associazione di volontariato Vittime del dovere, che si occupa di onorare la memoria delle persone scomparse.

Non solo dibattito ma anche un momento per ricordare.

Toccante la breve cerimonia a lato con la quale sono stati conferiti riconoscimenti ai familiari dei caduti più recenti nell’ambito del quarto premio nazionale Stefano Piantadosi, ucciso da un ergastolano in permesso nel 1980. Era presente la figlia, Emanuela, presidente dell’associazione.

Sono stati ricordati Emanuele Reali, Vincenzo Carlo Di Gennaro (c’era la compagna Stefania), Emanuele Anzini (c’erano la figlia Sara e la sorella Katia), Mario Cerciello Rega (c’era la vedova Rosa Maria), Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.

 

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