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L’Abruzzese Fuori Sede, storia di un fenomeno social

L'Abruzzese Fuori Sede, un fenomeno social dai post ogni giorno più virali. "Comari e compari" affezionati e mille storie da raccontare.

L’AQUILA – Si chiama Gino Bucci, anche se ormai tutti hanno imparato a conoscerlo come L’Abruzzese Fuori Sede.

La pagina Facebook nata per scherzo e cresciuta fino a diventare famosa in tutta Italia.

Gino Bucci è il giovane che sta dietro a quella pagina. Dietro all’idea di creare uno spazio virtuale, per condividere foto e post che raccontassero l’Abruzzo e la sua gente. Se fosse stato per lui, però, non sarebbe mai uscito allo scoperto.

Oltre 159mila Mi Piace sulla pagina Facebook, 27mila e pochi più i follower su una pagina Instagram ancora giovane. Gino Bucci con L‘Abruzzese Fuori Sede ha creato un personaggio ironico quanto basta, per diffondere cultura, tradizioni, storia e vita dell’Abruzzo più autentico, al di fuori dei confini regionali.

L’Abruzzese Fuori Sede, alias Gino Bucci

Oggi ha 27 anni la mente che si nasconde dietro l’Abruzzese Fuori Sede. Quando la pagina è nata – senza precisi obiettivi o ambizioni, se non la voglia di divertirsi un po’ – Gino di anni ne aveva appena 22.

Gino Bucci è di Martinsicuro ed è più timido di quanto chiunque potrebbe immaginare. Al secondo anno di Magistrale – studia Italianistica a Bologna – Gino si racconta, con quella spontaneità innata che ha conquistato migliaia di abruzzesi, compresi quelli sparsi nel mondo. 

“Gino posso farti qualche domanda?”. “Ciao commà, quello che vuoi!“, ci risponde, a testimonianza di un personaggio che non si sveste mai dei suoi panni preferiti.

L’Abruzzese Fuori Sede è diventato un vero e proprio fenomeno social. Ogni suo post sull’Abruzzo diventa virale, ma com’è nata l’idea di questa pagina tanto apprezzata?

“Tutto è cominciato nel 2014, quando ero a Roma e studiavo all’Università. Vivevo con due ragazzi, uno di Popoli, l’altro di Pescocostanzo. In tre coprivamo quasi l’intero Abruzzo. Quasi per scherzo ci fu l’idea di creare una pagina per condividere prevalentemente foto che portassero l’Abruzzo sui social, per tutti quelli che si trovano fuori dalla loro terra”.

Pagina, al principio, quasi sconosciuta. I post pubblicati, però – sempre più spiritosi e sempre più legati a una regione ricca di storia e di tradizioni – col tempo hanno conquistato un numero incredibile di persone. I mi piace aumentavano, così come le condivisioni.

Qual è stata la svolta?

“Sinceramente non c’è una data precisa che ricordo. O un post che ha segnato il momento del cambio passo. Da due anni, però, la pagina è cresciuta, forse anche troppo”, scherza. “Posso dire che, ormai, gestirla è diventato un lavoro”. Nzi Tosce, direbbe l’Abruzzese Fuori Sede.

Probabilmente la crescita è dovuta anche alla storia dell’Abruzzo e dei suoi luoghi, inclusi quelli più remoti, che trovano spazio sull’Abruzzese Fuori Sede…

“Sì, in questo ha contribuito la mia passione per la storia. Ovunque vada ho l’abitudine di portare con me un taccuino e segnare tutti i nati del posto. In particolare scrittori e personaggi che si sono distinti. Segno nomi, date di nascita e, ovviamente, aneddoti. Poi li racconto, con la giusta dose di simpatia e di dialetto abruzzese”.

Tutto era nato come uno scherzo, adesso ricevi ogni giorno tantissime segnalazioni e storie da pubblicare sulla pagina.

Ok, l’Abruzzese è già Fuori Sede da tempo, ma dove vuole arrivare?

“Non lo so nemmeno io”, confessa Gino. “Il problema principale, per il futuro, sarà dovuto al tempo. La pagina resta un hobby ed ora riesco a conciliare i tempi dello studio con quelli necessari alla gestione dello spazio. Quando inizierò a lavorare, però, dovrò riorganizzare il mio tempo. “.

Quanto bisogna essere social per riuscire in un’impresa come questa? 

“Potrei rispondere: per niente. Io sono considerato quasi un asociale, questo è il bello. Quando un anno fa sono finito sulla classifica degli abruzzesi più influenti, su una testata online, è stato uno shock. L’Abruzzese Fuori Sede ormai è un personaggio, ma Gino resta Gino. Nzi tosce, commà”.