Terremoto del Centro Italia, 3 anni dal giorno della paura

26 ottobre 2016 - 26 ottobre 2019, tre anni dalle due forti scosse del terremoto del Centro Italia.

Dopo la prima forte scossa del 24 agosto, il 26 ottobre 2016 due potenti repliche con epicentri al confine umbro-marchigiano. Il terremoto del Centro Italia.

Una prima scossa alle 19,11 e la seconda alle 21,18, con magnitudo rispettivamente di 5.4 e 5,9 caratterizzarono tre anni fa il terremoto del Centro Italia, tra i comuni della provincia di Macerata di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. E non sarebbe finita lì, il 30 ottobre la scossa più forte, di magnitudo 6.5 in provincia di Perugia, il più forte da quello dell’Irpinia del 1980. A gennaio 2017 sarebbe toccato ancora a l’Aquilano, con una sequenza di 4 forti scosse con magnitudo massima di 5.5 tra Montereale, Pizzoli e Cagnano Amiterno.

Per quanto riguarda lo specififico sisma del 26 ottobre 2016, le due scosse  da 5.4 e 5.9 sono durate circa 30 secondi e hanno provocato innumerevoli crolli. Diversi i feriti lievi e un’anziano è morto colpito da infarto. Ben più drammatica la precedente scossa del 24 agosto, con 298 vittime.

Gravi i danni, soprattutto nei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita, con crolli che hanno riguardato case e campanili. Nella frazione di Campi di Norcia completamente crollata la chiesa abbaziale di San Salvatore. A Camerino è crollato il campanile del santuario di Santa Maria.

Terremoto del Centro Italia, arriva il Decreto sisma.

Approvato qualche giorno fa in Consiglio dei Ministri il Decreto sisma, con provvedimenti che riguardano proprio il terremoto del Centro Italia. Tra le misure rilevanti, l’abbattimento del 60% delle tasse sospese da restituire in 10 anni, la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020, agevolazioni per i bilanci comunali e strumenti per accelerare le pratiche di risarcimento. Procedura accelerata anche per la ricostruzione privata, basata sulla certificazione redatta dai professionisti e controlli a monte solo per un campione del 20% e non più sul totale. Per la ricostruzione pubblica, priorità alle scuole. Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, il decreto è pronto per passare alle Camere.