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Call Center Inps, lavoratori fuori da trattativa clausola sociale

Cisal: "Denunciamo l'illegittima esclusione di Cisal Comunicazione dal confronto sulle condizioni di subentro: contratto applicato, profili orari e turni di lavoro".

L’AQUILA – Sono stati esclusi dalla trattativa per la clausola sociale i lavoratori del Contact Center Inps.

È in dirittura d’arrivo il cambio del gestore della commessa del Contact Center INPS ed è iniziato il confronto sindacale con Comdata – l’azienda che gestirà il servizio a partire dal 2 dicembre prossimo – per l’applicazione della clausola sociale di garanzia occupazionale dei 482 attuali addetti nella sede dell’Aquila (71 di Transcom più 411 di Lavorabile).

La battaglia per la garanzia del loro posto di lavoro – portata avanti con successo prima dall’associazione Lavoriamo per L’Aquila e poi dalla Cisal Comunicazione alla quale aderisce oltre il 70 % del personale – ha fatto da apripista alla corretta applicazione della clausola sociale in altri grandi Call Center.

“Oggi denunciamo la illegittima e ingiustificata esclusione di Cisal Comunicazione dal confronto sulle effettive condizioni del subentro di Comdata (contratto applicato, profili orari, articolazione dei turni di lavoro, ecc,) nonostante le vigenti norme prevedano che l’unico sindacato abilitato alla stipula di accordi per la sede dell’Aquila è quello con la maggioranza di iscritti, e Cisal lo è ampiamente da due anni”, comunicano da Cisal.

“CISAL viene regolarmente convocata sia ai Tavoli nazionali dell’intero settore dei Call Center, sia da Inps, proprio sulla procedura di cambio di gestione della commessa”.

“Abbiamo formalmente chiesto a Comdata di porre fine a questa incredibile esclusione (motivata da inesistenti e fantasiosi problemi procedurali), ma l’azienda ritiene di limitarsi a informarci degli eventuali accordi sottoscritti in incontri svolti a Milano, con l’avallo esplicito di CGIL CISL UIL”.

“Abbiamo annunciato decise azioni legali e abbiamo chiesto un intervento urgente al Presidente dell’Inps Tridico. In assenza di riscontri immediati si rischia di invalidare ogni effetto di accordi sindacali illegittimi e soprattutto non approvati dai lavoratori aquilani. Ancora più grave e sconcertante il fatto che anche i rappresentanti aquilani della triplice stanno da tempo trattando solo a favore degli addetti Inps delle sedi di Napoli, Bari e Roma, che chiedono aumento di orario di lavoro, telelavoro e compensazioni per raggiungere le nuove sedi di lavoro (escludendo la sede dell’Aquila, come apertamente ammesso nei loro comunicati nazionali)”.

“Nonostante roboanti annunci CGIL CISL UIL dell’Aquila non sono nemmeno riusciti a discutere con Comdata dell’applicazione del contratto delle Telecomunicazioni agli attuali dipendenti delle Cooperative. Noi lo abbiamo chiesto perché conosciamo meglio di qualunque altro la commessa INPS e quindi in base a motivazioni “oggettive”, derivanti da budget aziendali precedenti e futuri che ne dimostrano la fattibilità. Forse per questo stanno tentando di escluderci? Perché si scoprirebbe che invece altri stanno prendendo in giro i lavoratori?”.

“Questo comportamento sleale, illegittimo e contrario agli interessi dei lavoratori aquilani rappresenta l’indecoroso epilogo della loro incredibile decisione di rompere da due anni l’unità di tutti i lavoratori, per meri interessi di bandiera e per tentare di recuperare una rappresentanza sindacale che nella sede dell’Aquila non hanno mai avuto”.

“Denunciamo inoltre l’incomprensibile ritardo di Comdata nell’acquisizione, dagli attuali gestori e dall’Inps, delle informazioni necessarie al passaggio di gestione che deve inderogabilmente avvenire fra poco più di un mese, senza alcuna interruzione del servizio. Non stanno escludendo la Cisal: stanno escludendo la città dell’Aquila e i legittimi interessi dei suoi lavoratori”. 

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