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Percosse agli alunni, professore messo alla prova

Messa alla prova per il professore aquilano accusato di aver picchiato e insultato i suoi alunni.

È stato “messo alla prova”, il professore di scuola media aquilano finito al centro di un’indagine con l’accusa di aver picchiato vessato 8 suoi studenti.

Il professore è A.L. 58 anni, da anni docente presso le scuole medie del capoluogo.

L’accusa per il professore è di aver alzato le mani su alcuni alunni e nel caso di una ragazzina straniera di averla insultata per via delle sue origini, invitandola a tornare al suo Paese.

A supporto delle accuse, alcuni referti del Pronto soccorso che attestavano le violenze, come nel caso di un aragazzino che è tornato a casa da scuola con dei vistosi segni sul collo.

Si parla di percosse, di capelli tirati, di un oggetto, forse l’ago di un compasso, infilato nella mano, di insulti reiterati che hanno inficiato la serenità dell’ambiente scolastico.

Il professore nel frattempo è stato spostato in un altro istituto scolastico della città

Il Capoluogo.it aveva raccolto nelle scorse settimane lo sfogo dei genitori all’indomani della notizia del rinvio a giudizio deciso dalla Procura dell’Aquila.

Adesso, con la messa alla prova, per il professore potrebbe estinguersi il reato, perchè in sede di udienza preliminare davanti al gup Mario Cervellino ha ottenuto di poter entrare nell’Uepe (Esecuzione Penale Esterna), un ufficio previsto dall’ordinamento penale che prevede lo svolgimento di un trattamento che se superato efficacemente porta all’estinzione del reato.

In cosa consiste la messa alla prova:

Con la sospensione del procedimento, l’imputato viene affidato all’ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE) per lo svolgimento di un programma di trattamento che preveda come attività obbligatorie

l’esecuzione del lavoro di pubblica utilità, consistente in una prestazione gratuita in favore della collettività;

l’attuazione di condotte riparative, volte ad eliminare le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato;

il risarcimento del danno cagionato e, ove possibile, l’attività di mediazione con la vittima del reato.

Il programma può prevedere l’osservanza di una serie di obblighi relativi alla dimora, alla libertà di movimento e al divieto di frequentare determinati locali, oltre a quelli essenziali al reinserimento dell’imputato e relativi ai rapporti con l’ufficio di esecuzione penale esterna e con eventuali strutture sanitarie specialistiche.

Il professore è difeso dagli avvocati Alessandra Spadolini e Romeo Prosciutti, mentre la parte lesa dall’avvocato Vincenzo Calderoni.

In ogni caso se le famiglie lo decideranno, il professore potrà essere citato dinanzi al giudice civile per il risarcimento del danno.

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