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Morte Sonia Trinetti, chiesta l’archiviazione

Chiesta l'archiviazione per la morte di Sonia Trinetti, la donna trovata senza vita in una casetta di legno a Collebrincioni.

Per la morte dell’aquilana Sonia Trinetti è stata chiesta l’archiviazione.

Sonia Trinetti, una donna originaria del Teramano di 55 anni ma da tempo residente nel capoluogo, fu trovata senza vita il 6 marzo scorso in una casetta di legno disabitata tra Collebrincioni e San Francesco all’Aquila.

L’autopsia, effettuata dall’anatomopatologo Giuseppe Calvisi, ha stabilito che a causarne la morte è stato un edema polmonare e che la donna è deceduta il giorno del suo ritrovamento.

Il pm Fabio Picuti che oggi chiede l’archiviazione del fascicolo ne aveva aperto all’inizio uno per omicidio colposo contro ignoti.

A difendere le figlie della donna, Martina e Federica Zaffiri, l’avvocato Vincenzo Calderoni, del foro dell’Aquila, che in questi mesi ha cercato di capire cosa sia successo a questa mamma di 55 anni e cosa ne abbia causato la morte, ma soprattutto dove fosse stata nei giorni precedenti il ritrovamento.

Perchè sono tanti i lati “oscuri” della vicenda che ha portato alla morte di Sonia Trinetti.

Innanzitutto il fatto che da giorni le figlie non avessero notizie della mamma; il primo marzo c’era stato un litigio con il compagno, Franco Andreucci, tanto che i vicini avevano deciso di chiamare la Polizia.

La donna avrebbe poi lasciato la casa insieme ad un amico per dirigersi verso questa casetta di legno a mangiare un piatto di pasta, era presente quella sera anche il proprietario dell’abitazione.

A dormire quella notte con Sonia c’era anche l’amico, in due letti diversi; quest’ultimo avrebbe raccontato di essere dovuto uscire dalla finestra perchè la porta era chiusa dall’esterno.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti la donna avrebbe trascorso i suoi ultimi giorni di vita in questo posto, dove manca anche il riscaldamento.

La casetta è una di quelle in legno costruite successivamente al terremoto del 6 aprile 2009, si trova in  una proprietà dove abitano alcune persone, tra cui un conoscente della donna, che avrebbe materialmente aperto la porta, essendo l’unico in possesso delle chiavi.

Nei giorni successivi alla morte della donna furono anche acquisite le immagini dalle telecamere di videosorveglianza di una abitazione vicino.

“Una volta letto il fascicolo vedremo come e in che direzione muoverci – è il primo commento dell’avvocato Vincenzo Calderoni al microfono del Capoluogo.it – ovviamente devo sentire le figlie e capire le loro intenzioni”.

Sul caso per settimane sono stati accesi anche i riflettori nazionali, in tanti volevano capire cosa fosse successo a questa mamma.

La trasmissione “Chi l’ha Visto” è venuta all’Aquila con l’inviato Ercole Rocchetti che ha intervistato l’avvocato Calderoni e ha cercato, senza riuscirci, di sentire anche i proprietari della casetta di legno.

sonia trinetti vita in diretta

L’avvocato Calderoni inoltre, è intervenuto anche alle trasmissioni “La vita in diretta”, “Pomeriggio 5”“Unomattina”.

 

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