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Inchiesta ultrà Juve, tra gli indagati un aquilano

Inchiesta ultrà Juve, tra gli indagati un aquilano. Il nome dell'aquilano sarebbe emerso dalle intercettazioni relative all'indagine.

Inchiesta ultrà Juve, tra gli indagati un aquilano

Come già illustrato da Il Capoluogo, le perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 12 capi ultrà della Juve, avevano individuato anche un aquilano tra gli indagati.

L.M., geometra 24enne aquilano, è ora indagato per associazione a delinquere dalla Procura di Torino.

Scattato dunque il Daspo per 5 anni per il giovane ex presidente del club cittadino bianconero, come riporta Il Messaggero.

Il nome dell’aquilano sarebbe emerso dalle intercettazioni relative all’indagine.

In generale le accuse per gli ultras della Juve sono di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata e con questi capi d’imputazione sono scattate 12 misure cautelari a carico di altrettanti capi ultrà della Juve, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione sui ricatti provenienti dalla tifoseria nei confronti della società per avere biglietti per le partite all’Allianz Stadium per gestire il bagarinaggio, ritenuto la principale fonte di autofinanziamento degli ultrà.

Il ricatto sarebbe stato quello di far squalificare lo stadio con cori razzisti di fronte al diniego dei biglietti da parte della società.

Il 24enne, assitito dall’avvocato Cristiano Carbonara, è ora a piede libero, in attesa dell’eventuale interrogatorio di garanzia.

Non sono emersi elementi probatori rilevanti durante la perquisizione della Digos.

L’ex presidente del club cittadino, punto di riferimento per i tifosi per l’acquisto dei biglietti, rimane dunque in attesa di conoscere le contestazioni prima di essere eventualmente interrogato.


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