Liceo Cotugno, un nuovo anno in attesa della sede unica

Tra i disagi della dislocazione e le varie problematiche, inizia un nuovo anno per gli studenti del liceo Cotugno dell'Aquila. L'abbraccio e gli auguri della preside Serenella Ottaviano alle sue ragazze e ai suoi ragazzi.

Sta per suonare di nuovo la prima campanella per gli studenti del liceo “Cotugno” dell’Aquila che da quasi 3 anni vivono una situazione di disagi dovuti alla dislocazione della sede.

Il liceo Cotugno si trova attualmente diviso su 4 sedi: 18 aule nel musp di Via del Castelvecchio (Pettino), 13 aule nel musp di Via Ficara, 14 aule nel musp di Via Acquasanta (sede liceo musicale), 8 aule nella sede dell’Istituto Tecnico Geometri “Colecchi”.

In questi giorni è stato firmato il decreto del presidente della Provincia Angelo Caruso, per l’assegnazione delle aule ai licei del Convitto Cotugno di L’Aquila. Il decreto prevede che a breve verrà assegnato al Convitto D. Cotugno un ulteriore musp ubicato in Via Madonna di Pettino, grazie ad accordo con il Comune dell’Aquila, resosi libero dall’Istituto di scuola primaria Maestre Pie Filippini: qui verranno trasferite le classi allocate nell’ Itg “Colecchi”.

All’interno del “Cotugno” c’è il convitto nazionale al quale sono annessi, il liceo classico, il liceo musicale, scienze umane, linguistico ed economico-sociale.

Una dislocazione, quella attuale, conseguente agli eventi sismici degli ultimi 10 anni; la prima sede del “Cotugno” post 6 aprile 2009 era quella di via Leonardo da Vinci, dichiarata inagibile e non conforme con i criteri di vulnerabilità sismica a seguito del terremoto di gennaio 2017.

vulnerabilità sismica cotugno

Prima del terremoto la storica sede del “Cotugno” era sotto i portici, lo sanno bene generazioni di ex studenti aquilani; che vivevano la sede in centro con una certa ritualità, fatta non solo di libri e di un Rocci pesantissimo che non entrava mai nello zaino, ma anche di consuetidini che hanno reso gli anni del liceo più belli: il cappuccino schiumoso dell’Eden, la pizza all’olio bassa e croccante, l’acqua fresca bevuta dalla fontanella dell’angelo muto.

liceo cotugno centro

Sono cambiate tante cose, c’è stato un terremoto che ha portato via tutto questo, ma i giovani si sa, si adattano a tutto, e su via Da Vinci si era ricreata una certa quotidianità, fatta di uno sciame di studenti colorati, di zaini pesanti e di autobus presi al volo.

Cotugno, foto Diego Renzi

Si parla adesso del 2020 come data utile per rientrare in via Da Vinci, si stanno ultimando i lavori che renderanno il “Cotugno” una scuola non solo a norma, ma con tutti gli impianti rifatti ed adeguati e con un indice di vulnerabilità pari allo 0.7, il più alto dell’intera provincia dell’Aquila su un edificio scolastico preesistente.

Il Capoluogo.it allora, prima del suono della campanella, ha voluto ascoltare la voce della dirigente scolastica del Cotugno e rettrice del Convitto, Serenella Ottaviano, in questi anni sempre in prima linea per aiutare i suoi ragazzi ad avere una quotidianità scolastica, “quanto più normale possibile, nonostante i disagi ben noti!”.

“Abbiamo affrontato tante difficoltà e ancora siamo in ‘trincea’ – spiega la dirigente al microfono del Capoluogo.it – avevamo chiesto a maggio il Musp delle Pie Filippine e lo abbiamo avuto solo adesso per cui, ad anno iniziato dovremmo fare un altro trasloco. Ma siamo pronti, faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per migliorare la qualità della vita delle nostre studentesse e dei nostri studenti”.

Nonostante i disagi, la dislocazione e le polemiche, il “Cotugno” continua ad essere una delle scuole scelte dai giovanissimi aquilani.

“Lo dico anche con orgoglio – continua – quest’anno avremo una classe in più per il liceo classico e abbiamo dovuto dividere una classe delle scienze umane per il boom di iscrizioni ricevute ad agosto. È stato molto difficile, ma questa scelta ci ripaga e soprattutto ci da uno stimolo importante e positivo per cercare di fare ancora meglio”.

“Non siamo solo una scuola ma una comunità viva e attiva, che si confronta, che si lecca le ferite ma che va avanti a testa alta. Ci è stato detto che il Cotugno ha sempre tanti problemi, perchè protesta e sta quotidianamente sui giornali. È vero, ma abbiamo dovuto salvaguardare una realtà scolastica importante e di livello, fatta di oltre 1200 studenti più tutto il personale”.

“E non solo, noi parliamo del Cotugno in generale, ma nessuno forse sa che dentro la scuola c’è un liceo musicale, creatura del post sisma 2009 e nato dentro un Musp. Oggi è ancora in una struttura provvisoria e nonostante questo ha dei parametri di eccellenza  e di inclusione notevoli!”, continua la preside.

“Un discorso simile vale anche per il liceo classico – spiega la dirigente – una scuola di metodo che è attuale per ogni generazione. Un metodo che consente di poter operare poi nella vita qualunque tipo di scelta. Il Liceo classico è la scuola del presente e del futuro, perchè se perdiamo il metodo perdiamo la capacità di gestire consapevolmente il nostro vivere democratico a servizio della collettività, con quei valori di rispetto, di uguaglianza, di fraternità, che da centinaia di anni sono sulla carta, ma che dovrebbero essere messi di più in pratica, soprattutto dai nostri ragazzi, che saranno un giorno la forza del Paese!”.

“Abbiamo anche una bella realtà sinergica fatta dal liceo linguistico, che sta portando avanti una collaborazione stretta tra scuola e Università, in modo che le nostre ragazze e i nostri ragazzi possano aprirsi al futuro con maggiore consapevolezza!”.

E infine un messaggio per gli studenti che stanno tornando sui banchi: “le studentesse e gli studenti troveranno in me sempre occhi per guardare, orecchie per ascoltare, braccia e cuore aperti alle loro esigenze e difficoltà. Lo lo sanno, hanno i miei recapiti e rispondo sempre”.

“Quello che ci aspetta è un anno straordinario, come tutti gli altri, è la risorsa umana a fare la differenza e noi lo sappiamo bene e ce la faremo anche questa volta! Sono certa che sarà questo a fare di noi una sinergia virtuosa all’interno della nostra comunità professionale e con la collaborazione delle altre realtà territoriali lavoreremo affinchè il futuro di questa città sia adesso!”, conclude.