Perdonanza, Fiorella Mannoia lascia il suo cuore a L’Aquila

Tanta gente e tante emozioni per il Gran Concerto di chiusura della Perdonanza con la Mannoia, Paola Turci, Noemi e Barbarossa.

“Un pezzo del mio cuore è rimasto all’Aquila fin dal 2009, da quella Perdonanza tra macerie e desolazione, dove cercammo di regalare un sorriso a una popolazione prostrata”.

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Era sorridente ieri sera Fiorella Mannoia prima di salire sul palco del Piazzale del Perdono per il Gran Concerto a conclusione della 725’Perdonanza Celestiniana, ma era anche molto emozionata, lo si leggeva negli occhie  nelle parole rilasciate al microfono del Capoluogo.it.

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fiorella mannoia

Un’intervista rilassata, nella quale in pochi minuti ha ripercorso gli ultimi 10 anni dal terremoto del 6 aprile 2009.

Fiorella Mannoia ad agosto 2009 era all’Aquila, nello stesso piazzale, più ferito, ammaccato, ma con tanta voglia di reagire.

“Vedere questa sera la Basilica riportata al suo antico splendore riempie il cuore – ha aggiunto – vedo che tanto è stato fatto, c’è ancora molto da fare, ma è comunque bellissimo toccare con mano la forza degli aquilani!”.

fiorella mannoia
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Fiorella Mannoia sul palco non era sola, con lei c’erano Paola Turci, Luca Barbarossa e Noemi, ad accompagnarli l’orchestra del conservatorio “Casella” diretta dal maestro Leonardo De Amicis, “deus ex machina” e coprotagonista di una Perdonanza che volge al termine dopo i tanti eventi serali che hanno divertito, emozionato, creando quella sana socialità di cui tanto si parla da 10 anni a questa parte.

Fiorella Mannoia è una grande amica dell’Aquila soprattutto dal terremoto, tanto da sposare nell’immediato post sisma un progetto importante, ambizoso, qual’era quello di Amiche per l’Abruzzo, con il quale fu donato più di un milione di euro.

mannoia perdonanza
noemi perdonanza

“Quando è stato organizzato – ha ricordato – oltre a donare i soldi, abbiamo inaugurato un nuovo padiglione grazie ai soldi raccolti con ‘Corale per l’Abruzzo’, organizzata da Renato Zero. Abbiamo ristrutturato un’aula magna, vari uffici dell’Università e da poco abbiamo maturato altri 30 mila euro circa, sempre dalle vendite di quel dvd, uno dei più venduti al mondo, che abbiamo donato al centro antiviolenza dell’Aquila”, ha concluso la cantante.

In quell’occasione Mannoia diede il suo contributo artistico ma soprattutto un forte sostegno morale agli aquilani.

“Dieci anni fa ero particolarmente emozionata, abbiamo fatto il primo concerto dopo il sisma, mi sentivo molto responsabile. Doveo darvi allegria, felicità. Ma siete andati avanti, siete stati forti”, ha concluso.

noemi, turci, barbarossa

L’amore per l’Abruzzo della Mannoia non si ferma al terremoto, infatti con lei ieri c’era anche il suo compagno Carlo Di Francesco, originario di Avezzano con il quale porta avanti da oltre 10 anni un lungo sodalizio affettivo e artistico.

mannoia l'aquila
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È lui il produttore di tutti i lavori di Fiorella, nonchè membro della sua band. Suo padre, che aveva una ricca collezione di vinili e una smodata passione per diversi generi musicali, gli ha trasmesso la passione per la musica: ha iniziato a suonare a 13 anni (prima la chitarra e poi le percussioni).

“Ho trovato L’Aquila molto meglio rispetto a qualche anno fa – ha detto Di Francesco – rinnovata anche nello spirito. Hanno costruito molto bene, la Basilica di Collemaggio è bellissima. Certo tanto è ancora da sistemare, ma ce la farete. Le mie origini abruzzesi si sentono, è come essere a casa, le ho sentite forti nella preparazione del concerto di oggi”.

Emozionata anche Paola Turci che mancava dalla città da qualche anno e ieri sera è andata a battesimo sul palco con la sua “prima Perdonanza”.

“Ero qui con il popolo delle carriole – ha ricordato – e ho trovato ieri come oggi un popolo molto forte e che non si abbatte. C’è ancora tanto da fare e la ferita sarà sempre aperta ma sono certa che ce la farete”.

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“Ero qui tra polvere a macerie – ha aggiunto – con Mario Monicelli che rimase molto colpito – sconvolti e molto toccati. State cercando di andare avanti, di trovare una vostra dimensione e questo vi fa onore, fa male al cuore toccare con mano cosa è successo da non aquilano”.

“Quello di stasera sarà un un concerto simbolo della rinascita, di prssenza almeno per me, vuole essere di vicinanza al popolo aquilano. Credo che il simbolo della Perdonanza sia forte soprattutto da 10 anni a questa parte”.

E poi Noemi, che non era alla sua prima Perdonanza, ma comunque molto emozionata.

“Questa per me rappresenta un’occasione bellissima”, ha detto al microfono del Capoluogo.it.

“Dieci anni dal sisma sono tempi maturi per fare un bilancio, anche personale. Dieci anni fa ero all’inizio della mia carriera quando Fiorella e Laura Pausini mi hanno invitato ad Amiche per l’Abruzzo. Oggi sono felicissima di essere qui, io credo nella rinascita, mi piacciono molto le storie di rivincita e siamo qui per raccontarne una bella!”.

Noemi: “Questa per me rappresenta un’occasione bellissima. L’Aquila è uno dei comuni d’Italia dove c’è stata una maggiore reazione dopo la tragedia da parte dei cittadini. A dieci anni dal sisma certamente si può fare un bilancio, bisogna farlo anche per arrivare più forti ai prossimi anni. Dieci anni fa ero all’inizio della mia carriera quando Fiorella e Laura mi hanno invitato ad Amiche per l’Abruzzo e oggi sono contenta di essere di novo qui, perché io credo nella rinascita, mi piacciono molto le storie di rivincita e siamo qui per raccontarne una bella”

Tra tante donne anche Luca Barbarossa.

“Sono cambiate tante cose, tanti anni sono passati da alcune mie canzoni come Yuppies, all’epoca c’erano politici corrotti, oggi bisogna fare uno sforzo di fantasia”, ha ironizzato.

“Come ho trovato L’Aquila? Bella ma ancora ferita. Questo decennale è una data importantissima e la Perdonanza è una festa simbolo anche di rinascita per voi. Tanto è stato fato, ma soprattutto questa sera il mio abbraccio ava agli aquilani che sono rimasti qui, che hanno creduto nella loro terra senza andar via!”.

E a fine serata, la Mannoia ha abbandonato i tacchi e ha ballato per “la sua L’Aquila”; sul palco anche il sindaco Pierluigi Biondi che ha donato a tutti gli artisti un rosone d’argento e a De Amicis, la riproduzione dell’antico sigillo.

“Che è più bello il tuo?”, ha scherzato Barbarossa, “Leo, se ti dò due rosoni me lo regali?”.

La Perdonanza è finita e un fiume di gente ha lasciato la Basilica di Collemaggio, ma il cuore era decisamente più leggero e c’è davvero tanta voglia di andare avanti.