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La Porta Santa si chiude sulla Perdonanza del decennale

Conclusi gli appuntamenti religiosi della Perdonanza del decennale. Il rito di chiusura della Porta Santa e la Santa Messa.

L’AQUILA – La Perdonanza del decennale si conclude con la chiusura della Porta Santa.

Terminati i riti religiosi della Perdonanza celestiniana con la chiusura della Porta Santa e la Santa Messa presenziata dall’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi. A seguire, il corteo di rientro e la festa civile con il concerto di Fiorella Mannoia.

Nella sua omelia, il cardinale Petrocchi ha ricordato come «da “perdonati” siamo chiamati a diventare “perdonanti”: la grazia che abbiamo ricevuto dobbiamo trasmetterla al prossimo, che ha contratto “debiti morali” verso di noi. Lo stile da assumere è lo stesso che Dio ha adottato nei nostri confronti: la carità che sa vincere il male mettendo in campo un bene più grande».

«Chi perdona – ha sottolineato Petrocchi – non indietreggia di fronte al male: al contrario, lo identifica e lo combatte con una forza moltiplicata, che non viene dall’uomo ma da Dio. Il testo del Vangelo di Marco (Mc 6, 17-29) disegna la fisionomia di personaggi che hanno una portata più ampia della loro storia: infatti, presentano profili che tendono a riproporsi, anche se in modalità diverse, nell’esistenza personale e collettiva».

«La Perdonanza, proprio perché ci chiama alla conversione e al rinnovamento evangelico, ci costituisce “alleati” di Giovanni il Battista: pronti, come lui, a denunciare con coraggio il male e a diventare testimoni perseveranti dell’amore cristiano, disposto ad andare contro-corrente. Chi varca la Porta Santa si impegna a dissolvere, in sé e nell’ambiente in cui opera, l’ombra oscura di Erode e di Erodiade, che si proiettano cupe su vaste zone della cultura contemporanea».

«L’Aquila ha una missione da svolgere, con le parole e nei fatti: quella di proclamare la Civiltà della Perdonanza. Per questo L’Aquila da Città “tra” i monti deve, sempre di più, porsi come Città “sul” monte (in senso evangelico): capace di vivere e di diffondere, a livello planetario, il Messaggio di Papa Celestino. Questa 725ª edizione della Perdonanza, ricorre, come è noto, nel 10° anniversario del terremoto. Da credenti, non possiamo limitarci a “subìre” gli eventi, accettandoli con rassegnazione, ma siamo chiamati ad “interpretarli” alla luce del Vangelo e riconoscere il flusso di grazia che li attraversa. Per questo, accompagnati da Papa Celestino dobbiamo varcare la “porta degli eventi”, per leggere ciò che il Signore, crocifisso-risorto, ha scritto in queste pagine dolorose della nostra storia. Solo così potremo cogliere, sempre meglio, il significato salvifico che “portano dentro” e rispondere alla sfida del sisma, con la saggezza e la tenacia dei figli di Dio: “esperti nel vivere la risurrezione”. […] Vorrei concludere con le parole di una preghiera che mi ha inviato, per lettera, una giovane Aquilana: “Aiutami, Signore, a mettere in pratica la tua Parola, perché, negli ambienti in cui opero, possa “riflettere” Te e così costruire la “Città della Pace”».

«Questa edizione – ha dichiarato invece il sindaco Pierluigi Biondi nel suo discorso – è stata particolarmente sentita dalla curia aquilana, dall’amministrazione comunale, dai cittadini tutti, dai numerosi turisti, dagli artisti che hanno dato vita agli eventi. Il motivo sta nella coincidenza con la ricorrenza del decennale del sisma e, mai come quest’anno, la comunità dei fedeli e quella dei cittadini si è ritrovata a celebrare e a ricordare le vittime e nel contempo a confidare in Dio e a lavorare per la rinascita della città, nel nome di Celestino V e del giubileo, di cui la municipalità è attenta e orgogliosa custode. Il decennale ci ha portato a interrogare la parola di Dio con più vigore e a rileggere la Bolla del Perdono con maggiore consapevolezza, ricevendone nuova luce. Quella luce che, alle 3.32 del 6 aprile 2009, ci sembrava impossibile tornare a vedere. Gli occhi, il sorriso e la vitalità rappresentati da Sara Luce Cruciani e Federico Vittorini, scelti per vestire i panni di Dama della Bolla e Giovin Signore, sono il simbolo di una terra che resiste e va avanti, di una speranza nel futuro che è tornata a riaccendersi e a brillare nei cuori di ognuno di noi. Purtroppo, il buio stenta a diradarsi per le popolazioni del centro Italia, che tre anni fa, in coincidenza con la nostra Perdonanza, hanno vissuto, anche loro, lutto e distruzione. Qui, oggi, all’interno di questa basilica di Collemaggio, così evocativa e spirituale, chiediamo a Celestino V di proteggere questi nostri fratelli nel dolore e, davanti alle sue spoglie, rivendichiamo l’impegno affinché la politica diventi definitivamente governo del bene comune. […]  Grazie, per questa sentita festa del Perdono, alla Chiesa tutta, al cardinale Giuseppe Bertello che nella giornata di ieri ha aperto la Porta Santa, all’Arcidiocesi aquilana nella persona del nostro arcivescovo, cardinale Giuseppe Petrocchi; al Comitato Perdonanza; agli operatori del soccorso, a tutte le forze dell’ordine e militari e ai volontari di protezione civile che in questi giorni hanno garantito che ogni appuntamento, religioso e laico, si svolgesse in sicurezza; agli operai, funzionari e dirigenti del Comune dell’Aquila, dipendenti delle società partecipate che hanno lavorato indefessamente al servizio della nostra città. Grazie, infine, alle cittadine e ai cittadini del nostro territorio che saluto con l’affetto e il rispetto che si deve ad un popolo coraggioso e determinato, protagonista del Rinascimento dell’Aquila».

(foto di Daniele Di Benedetto)

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