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Gran Sasso, turismo da record: cultura e storia tra le cime

Gran Sasso e L'Aquila, turismo da sold out al centro visite. Tra le mete predilette Campo Imperatore, Calascio, Santo Stefano di Sessanio. Ora, però, i turisti vogliono cultura.

L’AQUILA – Estate dei record, fiumi di turisti sulle montagne d’Abruzzo, con il Gran Sasso a farla da padrone.

Un turismo sempre più variegato, con attività che vanno alla riscoperta della storia e della cultura degli ambienti paesaggistici dalla bellezza eterea, di cui il Gran Sasso è ricco.

Da qualche tempo si registra un’inversione di tendenza. Le due località più blasonate, Campo Imperatore e Calascio, – per anni autentico traino di flotte turistiche sulle cime d’Abruzzo, e aquilane in particolare – restano tra le mete predilette dei visitatori che scelgono il Gran Sasso, ma non sono più sole. A quelli che sono assoluti brand turistici, affermati da anni, si sono affiancati: Peltuinum, Bominaco, passeggiate sul Tratturo. Questo grazie, anche, alla nuova offerta turistica rinnovata che si offre ai turisti.

Un discorso a sé merita Santo Stefano di Sessanio, una delle punte di diamante di un’ampia proposta turistica che i visitatori, abruzzesi o da fuori regione, si trovano di fronte. “C’è stato un incremento di turisti in questa stagione, probabilmente anche in virtù del bel tempo che ha caratterizzato l’estate ancora in corso. Nulla di particolarmente rilevante, però. Semplicemente si conferma un trend iniziato già diversi anni fa“, spiega Roberta Ianni, esperta di turismo a 360°, guida ambientale, dottoressa specializzata in Storia dell’Arte.

Un turismo che, quindi, vira lungo la direzione di una cultura da scoprire e riscoprire, grazie all’iniziativa: ‘Si fa il cammino con l’andare‘, partita da qualche settimana. “Le persone, ad oggi, approcciano al mondo del cammino con un rinnovato interesse profondo per i luoghi da visitare. C’è la visita fisica e ciò che va oltre, la conoscenza di quel posto che si ammira”.

turismo gran sasso
turismo gran sasso

Non solo, quindi, gite di gruppo ricreative, ma: “Gruppi, sempre più giovani, che si apprestano alla scoperta dei territori che il Gran Sasso regala sotto varie sfaccettature: il lato enogastronomico, il lato antropologico e culturale, quello prettamente ambientalistico“. È sulla scia di queste nuove esigenze turistiche che si inscrive il progetto Si fa il cammino con l’andare – che ha già una pagina Facebook molto seguita – basato su percorsi esperenziali riservate ai turisti.

Un progetto che vede in prima linea il fisico Marco Zicconi, anche lui esperto di turismo e guida turistica-ambientale. Osservazioni astronomiche, legate alle storie e ai miti legati alla terra. “Esperienze che hanno visto, almeno inizialmente, la partecipazione, quasi esclusiva, di cittadini non aquilani ma che, negli ultimi tempi, stanno coinvolgendo un sempre maggior numero di cittadini locali”, spiega ancora Roberta Ianni.

turismo gran sasso

Un’affluenza turistica che non ha caratterizzato solo la montagna e quindi il palcoscenico naturale del Gran Sasso, ma anche e soprattutto il capoluogo, in piena ricostruzione. Numerose le iniziative programmate dall’amministrazione comunale, rivolte a promuovere la vita in centro storico, a ciò si affianca la ricostruzione di palazzi, monumenti e chiese, che funge, di per sé, da calamita per quanti vogliono osservare, con i propri occhi, la città d’arte che rinasce dieci anni dopo.

La ricchezza artistico-architettonica potrebbe, allora, essere coniugata e collegata con le bellezze paesaggistiche che circondano L’Aquila città e L’Aquila territorio. “L’ideale – conclude Roberta Ianni – sarebbe creare un circuito nell’economia turistica. Quindi bisognerebbe poter offrire proposte sempre più ampie e complete, che portassero i turisti a restare per più giorni in città. Nell’ottica del contemporaneo sviluppo delle nuove strutture ricettive, come alberghi diffusi o B&B, bisogna pensare a formule che spingano i visitatori a permanere nei nostri luoghi. Altrimenti visite giornaliere rischiano di non comportare alcun ritorno economico generalizzato tra le realtà commerciali esistenti. I turisti oggi cercano eventi che abbiano spessori culturali, cerchiamo di rispondere alle loro richieste”.

L’inceremento turistico in generale, al di là delle evoluzioni interne al settore, è un dato di fatto, confermato anche da Isabella Falci, guida turistica. “In generale posso dire di aver notato un flusso di turisti maggiore rispetto agli scorsi anni. Un flusso iniziato come di consueto con la Pasqua e proseguito bene sia in primavera (anche grazie a iniziative e convegni vedi silk cities) che in estate”.

“Personalmente posso dire di aver lavorato soprattutto con gruppi di lingua inglese, che hanno apprezzato moltissimo sia l’Aquila sia il suo territorio. Ma è stato soprattutto questo mese di agosto che ha registrato più movimento. Non solo perché è il mese solito delle vacanze, ma quello che ho notato è stata la presenza di gruppetti non organizzati, che hanno proprio scelto l’Abruzzo come meta (spinti dalla natura, dall’enogastronomia e dalla cultura). Non il solito turista mordi e fuggi al quale eravamo abituati, ma piccoli gruppi o anche coppie di individuali che hanno deciso di trascorrere qui le loro ferie. Alcuni sapevano del decennale dal terremoto, ma la maggior parte no. Per tutti l’immagine dell’Aquila è quella di una città che sta tornando bella”.

Un turismo dai grandi numeri, quindi, nell’anno del decennale: calamita L’Aquila città d’Arte

“Si apprezzano i restauri dei palazzi in centro, i nuovi percorsi delle mura cittadine e tutti percepiscono lo spessore artistico culturale che la nostra città aveva prima del terremoto e che tornerà ad avere. L’impressione è di un turismo di qualità che abbraccia la città e il suo territorio, anche grazie alla collaborazione con colleghe, operatori ed associazioni che hanno proposto immagini ed esperienze nuove sul territorio….tutti segnali che all’Aquila è possibile far (ri)nascere il turismo, basta crederci. Lavorare di sinergie e su una buona programmazione tra tutti i soggetti della filiera”, conclude Isabella Falci.

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