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I tre giorni della sposa, un rito senza tempo a Campotosto

Alla scoperta di una tradizione beneaugurale per gli sposi, ancora viva a Campotosto: i tre giorni della sposa. Il menù e le curiosità.

A Campotosto il tempo si è fermato.

Non solo per i segni tangibili del terremoto, ma anche per alcune consuetudini che rimangono vive e vengono animate da tutto il paese.

Tra queste c’è la festa dedicata agli sposi, “I tre giorni della sposa”, che dura ben tre giorni, appunto, in un convivio beneaugurale di cibo e musica.

I TRE GIORNI DELLA SPOSA

«Confinare la magia di questa iniziativa in una manciata di parole è un’impresa impossibile, ma sostanzialmente si tratta di un evento teso a raccogliere intorno agli sposi l’intera comunità attraverso il potere aggregante del cibo: per tre giorni i futuri sposi, insieme ad un infaticabile “staff” composto da parenti e amici, offrono cibo e bevande a chiunque voglia festeggiare insieme a loro. Piovono vino, salumi e formaggio, ma, soprattutto il piatto cardine della tradizione: il baccalà della sposa, la cui particolare e complessa ricetta, conosciuta da pochi, si tramanda da secoli a figli e nipoti.» racconta Maria Chiara Zilli.

Il menù è composto da baccalà, alici, tonno, olive, carciofini e dolci caserecci e vino.

La tradizionale preparazione del “baccalà della sposa” viene equamente ripartita tra le donne del paese capaci di cucinare questo piatto.

I TRE GIORNI DELLA SPOSA

Il momento conviviale si ripete per tre giorni, a pranzo e a cena.

«Ai elementi della tradizione sono stati aggiunti gli affettati, con la tipica mortadella di Campotosto – illustra Caterina Di Girolami – , il prosciutto, il pecorino e il sacchetto con i confetti. Questa festa la organizzavano sia a casa dello sposo, sia a casa della sposa. Ora tendono a unificare la festa, che rimane comunque una peculiarità solo di Campotosto.»

Si mangia e si brinda insieme in allegria sulle note dell’organetto, spesso con il classico “Saltarello”.

«Un tempo “I tre giorni della sposa” corrispondevano ai tre giorni che precedevano il matrimonio. Nei tre giorni precedenti alle nozze, le famiglie dei giovani futuri coniugi offrivano le prelibatezze tipiche del paese a tutti coloro che si recava a casa degli sposi per dare loro gli auguri.»

«Al giorno d’oggi i festeggiamenti vengono un po’ anticipati, altrimenti si rischia un tour de force… Gli ultimi sposi, Vera e Giorgio, hanno festeggiato nei giorni del 16,  17 e 18 agosto. Si sposeranno l’8 settembre.» conclude Di Girolami.

 

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