Liceo Cotugno: c’è un Musp promesso ma tutto tace

Ieri l'incontro per fare il punto sulla situazione del Liceo Cotugno. Si aspetta una sede promessa un mese fa.

L’AQUILA – Manca meno di un mese al via del prossimo anno scolastico e al Liceo Cotugno si continua ad aspettare una nuova sede.

Ieri l’incontro per fare il punto sulla situazione della scuola, dopo il rischio, quasi scampato, della chiusura del convitto, dopo la comunicazione dei fondi ministeriali da parte del sindaco Biondi.

Presenti alla conferenza per il Liceo Cotugno: Tommaso Cotellessa rappresentante degli studenti, il presidente del Consiglio d’Istituto Enzo Brancadoro, la professoressa Enza Maria Roscetta come rappresentante dei docenti, e altri professori del Liceo.

Con indirizzi e classi dislocate in numerosi Musp cittadini, doveroso è stato un bilancio di quanto fatto negli ultimi tre anni. “Da parte mia ho cercato di far presente la situazione attuale della scuola, quella che gli studenti vivono ogni giorno nell’arco dell’anno scolastico. Dopo tre anni di spezzatini vari e doppi turni, siamo ancora ospiti in altre scuole”, racconta Tommaso Cotellessa alla redazione del Capoluogo.

Al centro della conferenza, però, la novità di un mese fa, rimasta ufficiosa e mai ufficiale che riguarda proprio il Liceo Cotugno.

“Provincia e Comune ci avevano promesso il Musp delle Suore Pie Filippini, a fianco al Musp dell’ex Dottrina Cristiana, dove adesso si trova il Liceo Classico. Alla riapertura della scuola manca solo un mese, ma chiediamo certezze”.

“Scienze umane – continua il rappresentante Cotellessa – attualmente si trova al Colecchi. Lì non siamo autonomi. Gli studenti sono divisi in tre ambienti diversi e mancano tante cose: un’aula professori, un’aula per le persone con disabilità, o per dedicarsi alle materie alternative. Siamo profughi lì dentro. Le condizioni in cui le classi quinte quest’anno hanno dovuto sostenere gli esami di Stato rasentano l’assurdo: è stato necessario spostare i computer all’interno dei bagni”.

“Abbiamo sopportato tanto per tre anni, senza dare fastidio o fare rumore. Ora chiediamo la certezza di avere questo Musp e quindi una sede autonoma per poter studiare come tutti gli altri”.