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Sottoservizi L’Aquila, irregolarita’ nel maxicantiere

Le indagini sono partite da sopralluoghi sui lavori in corso Vittorio Emanuele, ma poi si sono estese a tutta la rete del tunnel dei sottoservizi del centro storico.

Si indaga sulle condizioni dei lavoratori del tunnel dei sottoservizi dell’Aquila; più grande cantiere della ricostruzione post sisma.

Sono 7 gli avvisi di garanzia inviati a imprenditori e tecnici coinvolti nei lavori e che gettano ombre su questa maxi opera iniziata nel 2015.

I controlli sono stati fatti dalla Guardia di Finanza, la chiusura delle indagini è stata firmata dal pm Stefano Gallo.

Le indagini sono partite da sopralluoghi sui lavori in corso Vittorio Emanuele, ma poi si sono estese a tutta la rete del tunnel dei sottoservizi del centro storico.

Con l’accusa di rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro in concorso e in continuazione tra di loro, i pm stanno portando avanti un’altra inchiesta che ha riguardato l’intero intervento di una infrastruttura che si snoda su circa 17 chilometri, di cui solo il 10-15 per cento da completare, che contiene le reti idrica, elettrica, telefonica, fognaria e Internet.

A sollecitare l’intervento dell’ispettorato del lavoro e delle Fiamme gialle un contenzioso tra proprietari, impresa e Asse Centrale che avrebbe portato ad un concorso di colpa per un presunto danno subito da un immobile su corso Vittorio Emanuele II restaurato e che avrebbe subito danni dal passaggio del tunnel dei sottoservizi.

Il costo totale del tunnel è di circa 80 milioni di euro, il lotto sotto finito sotto inchiesta ha un finanziamento di circa 32 milioni di euro.

La stazione appaltante del tunnel è la Gran Sasso Acqua, mentre i lavori sono eseguiti dalla Asse Centrale composta dalle imprese Edilfrair, Acmar e Taddei.

Nel mirino specifico dell’inchiesta l’imprenditore Gianni Frattale, vicepresidente di Asse centrale scarl, del responsabile della sicurezza Aurelio Melaragni, ora in pensione dalla Gsa, Alessandra Marono, direttore dei lavori, Ares Frassineti, presidente di Asse centrale Scarl fino al 2016, il direttore operativo Mauro Covotta e Bruno Minghelli, che è stato dopo Frassineti, il presidente di Asse centrale, Luca Carosi, cordinatore della sicurezza.

Come riporta Il Messaggero le indagini avrebbero portato alla luce gravi irregolarità sulla gestione del cantiere.

Operai a quanto pare non specializzati per la tipologia di lavoro loro assegnato e messi anche in una condizione di insicurezza.

Questo quanto emerso dalle relazioni degli ispettori della Asl dell’Aquila ed i militari del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle

Sempre per irregolarità sul luogo di lavoro il cantiere di Santa Giusta ha avuto un fermo amministrativo di circa un anno e mezzo.

Gli indagati adesso hanno 20 giorni per le memorie difensive, successivamente il pm richiederà l’archiviazione o il processo.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati: Luca Panella, Ascenzo Lucantonio, Roberto De Cesaris, Antonio Milo, Gregorio Equizi, Vincenzo Calderoni.