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Abruzzo, 6 ore di full immersion con Di Maio per rilanciare il M5S

Luigi Di Maio in Abruzzo per riorganizzazione del Movimento 5 Stelle. Incontro a Città Sant'Angelo.

Il vice presidente del Consiglio dei Ministri, Luigi Di Maio, in Abruzzo per il riorganizzare il M5S.

Appuntamento a Città Sant’Angelo per il M5S: attivisti e portavoce incontrano Luigi Di Maio. Sul tavolo, la riorganizzazione del Movimento.

Il vice presidente del Consiglio dei Ministri, Luigi Di Maio, torna in Abruzzo, questa volta per avviare il rilancio del M5S attraverso una riorganizzazione che passerà per le figure dei cosiddetti facilitatori. “Con il ruolo dei facilitatori regionali – si legge sul Blog delle Stelle – dobbiamo creare un MoVimento che abbia la capacità di relazionarsi continuamente sia verso l’esterno che all’interno, ma anche formarsi e coinvolgere nuove persone. Questi sono i tre obiettivi che vogliamo realizzare”. Tre le “deleghe” da distrubuire: relazioni esterne, relazioni interne e formazione e coinvolgimento.

Di questo parlerà Di Maio ai tanti attivisti e portavoce che si incontreranno a Città Sant’Angelo, per quella che viene presentata come una “occasione di ascolto” per il vice presidente che – una volta sentita la base – dovrebbe fare sintesi per un percorso di rilancio. In realtà, però, il percorso è già tracciato, quindi si tratterà sostanzialmente di “comunicare” il come, da mettere in pratica sui territori. In realtà il momento dell’ascolto è previsto realmente e chiunque può iscriversi a parlare. Per due minuti. Dalle 18 alle 24 ciascuno degli attivisti o portavoce potrà dire la propria per due minuti. Poi toccherà a Di Maio fare sintesi, rispetto a quanto già stabilito in altra sede. Il tutto, in rigoroso riserbo. Più o meno. In realtà da diversi incontri regionali sono usciti audio e video, che in qualche caso hanno imbarazzato il vice premier, soprattutto in rapporto con il suo omologo, Matteo Salvini. D’altra parte si tratta del segreto di Pulcinella: che i rapporti tra Lega e M5S siano ai minini storici (da dopo il cosiddetto contratto di Governo, naturalmente) non si è scoperto certo a queste riunioni.

Resta il punto di una riorganizzazione già tracciata e da far “digerire” alla base, attraverso il confronto regionale e “l’ascolto”. Con due minuti a iscritto, il rischio che l’incontro si trasformi in un immenso “sfogatoio” di 6 ore è alto. D’altra parte si tratta di un passaggio necessario alla riorganizzazione, per evitare imprevisti in fase di votazione sulla piattaforma. Il rischio, però, è che con queste premesse sul tavolo finiscano altre questioni, anche di natura politica, a partire da eventuali tensioni latenti tra le varie “correnti” del M5S, a partire da quella che si contrappone allo “strapotere” di Enrica Sabatini, agli “scontenti in generale”. Insomma, gli equilibri sono precari e toccherà a Di Maio fare in modo che non si superi il livello di guardia. È l’ultima cosa di cui il M5S ha bisogno in questa fase così delicata, nella quale il rischio “scollamento” con la base non è da sottovalutare, considerati anche i sondaggi e la crescita costante della Lega. Si vedrà al termine della riunione fiume. Anzi, non si vedrà, a meno che non esca un video clandestino anche dall’incontro abruzzese.

(foto di copertina di Fabio Cimaglia, Lapresse)

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