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Contestati in Abruzzo i pignoramenti per i bolli auto non pagati

Un'interpellanza del leghista Angelosante al presidente della Regione Marsilio solleva il caso dei bolli scaduti richiesti a migliaia di abruzzesi.

Si chiede ai cittadini abruzzesi di pagare bolli auto prescritti.

Un’ interpellanza del consigliere regionale della Lega Simone Angelosante al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio solleva il caso che coinvolge migliaia di abruzzesi.

Sono state recapitate a migliaia di cittadini abruzzesi ingiunzioni con pignoramento di beni mobili, dello stipendio, della pensione oppure il fermo amministrativo dell’auto.

Come riporta il Centro si tratta di automobilisti che non hanno pagato il bollo della propria macchina.

Il caso è finito all’attenzione del governatore della Regione, Marco Marsilio, e dell’assessore regionale alle Finanze, Guido Quintino Liris.

A sollevarlo, con un’interpellanza da discutere in consiglio regionale, è stato Simone Angelosante, consigliere regionale e sindaco di Ovindoli, perché si tratterebbe di bolli non pagati ma ampiamente prescritti.

“Considerato che la società Soget Spa sta recapitando a numerosi cittadini cartelle/ingiunzioni di pagamento aventi per oggetto il recupero della tassa automobilistica per gli anni 2011-2012, e che dalle stesse cartelle si evince che gli atti sono stati notificati negli anni 2017/2018, quindi ampiamente oltre il termine di tre anni. E considerato inoltre che nelle ingiunzioni viene minacciato il recupero coatto delle somme attraverso gli strumenti di legge, cioè il pignoramento di beni mobili, stipendio, pensione o le ganasce all’auto)”, ha dichiarato Angelosante chiedendo a Liris se tutto ciò sia legittimo.

E qualora venisse confermata l’illegittimità – si legge nella sua interpellanza – vogliamo sapere quali provvedimenti intende adottare la Regione“.

Ad avvalorare la tesi di Angelosante c’è soprattutto una sentenza, a sezioni unite, della Cassazione emessa nel 2016: “la prescrizione del bollo auto scatta se l’accertamento viene notificato dopo il terzo anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto“.

E dagli atti che Angelosante ha allegato alla sua interpellanza si evince che le cartelle sono riferite a bolli del 2011 e del 2012 mentre gli accertamenti sono datati 2017/2018.

Quindi la scadenza dei tre anni è superata di molto.

I ritardi degli accertamenti non dipendono dalla Soget – ha precisato l’avvocato del Codacons, Vittorio Ruggieri – la stessa Regione deve accertare che, evidentemente, non ha rispettato i tempi previsti”.

“Io stesso – afferma il legale – con l’associazione che rappresento, me ne sono occupato a lungo scoprendo che in Abruzzo le ingiunzioni illegittime sono davvero numerose”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Commissione tributaria regionale che ha ribadito, tempo fa, la sentenza delle sezioni unite della Cassazione sulla prescrizione triennale breve, e non decennale che persiste solo nel caso in cui il titolo giudiziario sia divenuto definitivo.

Marsilio e l’assessore Liris dovranno rispondere in aula il 6 agosto al consigliere che spera di ottenere le risposte già nel consiglio regionale.

“Marsilio dovrebbe appurare se la Regione ha espressamente incaricato la società Soget per il recupero delle somme di annualità prescritte o se si tratta di un’iniziativa autonoma dell’ente di riscossione”, continua l’interpellanza.

“In caso bisogna procedere con una diffida alla Soget per tutelare i cittadini abruzzesi raggiunti da ingiunzioni illegittime”, ha detto il consigliere della Lega.

 

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