Rete ospedaliera in Abruzzo, si continua a lavorare sulla riorganizzazione

Riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese, il primo passaggio in V Commissione.

Quinta Commissione, presentate le schede sulle risposte alle criticità della rete ospedaliera, si continua a lavorare sul resto.

È stato presentato ieri in V Commissione il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in Abruzzo. Si tratta, però, come spiegato dall’assessore Nicoletta Verì, solo di schede sulle criticità evidenziate. Per il resto il Tavolo tecnico regionale è ancora al lavoro. Un primo passaggio che però ha già sollevato diverse perplessità.

«In Commissione – ha sottolineato l’assessore Verì – ho spiegato che lunedì saranno trasmesse al tavolo di monitoraggio ministeriale esclusivamente le ‘schede’ con le risposte alle criticità che erano state evidenziate nei precedenti verbali, con l’aggiunta della ridefinizione delle classificazioni degli ospedali di Penne e Popoli, del presidio di Guardiagrele, mentre la deroga per il punto nascita di Sulmona è già stata inoltrata ieri. Su tutti gli altri aspetti che riguardano il riordino della rete ospedaliera, il tavolo tecnico regionale sta ancora lavorando al documento, su cui ci sarà condivisione e confronto in tutte le sedi politiche e istituzionali».

«I punti principali di questo documento, che riguarda solo i principi su cui andrà poi calata la rete ospedaliera – precisa l’assessore – sono stati condivisi con il mio partito e con la maggioranza. Proprio perché credo che su temi delicati, come è appunto la sanità, sia necessario il più ampio confronto, ho deciso di portare la bozza anche in una sede istituzionale come la Commissione».

L’assessore, poi, ha ricordato l’importanza della credibilità nei rapporti con i tavoli ministeriali: «Sarebbe stato facile per me portare al tavolo ogni tipo di richiesta, pur sapendo che sarebbe stata bocciata dal Ministero. Ma io sono una persona seria, che rispetta il mandato ricevuto dai cittadini: per questo sto lavorando con rigore e con il tempo necessario, supportando ogni richiesta con dati oggettivi e inconfutabili. Solo così potremo mantenere aperta una interlocuzione autorevole e alla pari con Roma, che sono certa porterà importanti risultati per gli abruzzesi».

Il primo passaggio in Commissione, però, non è stato esente da critiche, a partire dalla pubblicazione – prima della riunione – di una bozza «tra l’altro ampiamente superata», come spiegato dallo stesso assessore. A sollevare la questione, era stato Pietro Smargiassi: «Come Presidente della Commissione Vigilanza ritengo molto grave che il documento contenente il riordino della rete sanitaria sia arrivato nelle mani della stampa e di alcuni consiglieri di opposizione, ancor prima della commissione di oggi. Chi lo ha diffuso? Come Presidente della Commissione vigilanza farò partire un’indagine, fino ad arrivare anche all’ispezione dei Pc degli uffici se necessario, per capire come mai la stampa e alcuni consiglieri di opposizione dell’area centro sinistra avessero tra le mani un carteggio che il M5S, e addirittura parte della maggioranza, non avevano mai visto prima di oggi».

Per quanto riguarda l’episodio, la Verì si dice molto rammaricata, ma pronta a voler andare fino in fondo per far luce su questa vicenda, che definisce «molto grave e organizzata ad arte per creare confusione e generare malumori e scontri su un qualcosa che semplicemente, a oggi, non esiste perché non è stato formalizzato alcunché».

Critiche anche nel merito, da parte dell’opposizione, con Silvio Paolucci, Sandro Mariani, Americo Di Benedetto che rilevano: “La Giunta Marsilio getta la maschera anche sulla programmazione sanitaria. Dopo una campagna elettorale improntata sulle facili promesse e selfie, la coalizione di Governo regionale si scontra contro la verità dei fatti. Dopo le prime indiscrezioni circolate ieri, oggi l’Assessore al ramo, che ha predisposto un lavoro di onestà intellettuale, ha illustrato la proposta della nuova rete ospedaliera abruzzese: la conferma della precedente programmazione, con gli adeguamenti fino ad aprile 2021 per Penne e Popoli, in ragione delle note modifiche legislative nazionali. Molte, invece, le promesse tradite: dai DEA di II° che avevano promesso in ogni capoluogo di Provincia (e riproposte nelle recenti elezioni comunali), passando per la mancata programmazione dell’emodinamica di Vasto, alla non riuscita promozione dei presidi ospedalieri di Sulmona e Giulianova ad Ospedali di I° livello”.

“L’iter per la funzionalizzazione dei presìdi ospedalieri volto alla costituzione dei due hub Dea di secondo livello abruzzesi – ha commentato il sindacodell’Aquila Pierluigi Biondi – deve procedere in maniera celere e in sincronia. La necessità di un Dea di secondo livello L’Aquila-Teramo è confermata dai numeri relativi alla mobilità attiva e passiva. – spiega il sindaco – Proviene dal Lazio oltre la metà dei pazienti ricoverati da fuori regione, mentre gli abruzzesi optano per le Marche per le cure al di fuori del territorio regionale. Cifre che testimoniano come già oggi le strutture sanitarie delle aree interne siano un punto di riferimento per una terra in cui vivono 5,8 milioni di persone. A tal proposito ho richiesto l’ultima versione del piano di riordino della rete ospedaliera regionale per farne oggetto di un confronto con gli interlocutori della provincia aquilana deputati ad assolvere alle  funzioni propositive, consultive e valutative rispetto alla programmazione sanitaria”. “L’altra urgenza non più rinviabile è quella relativa alla realizzazione della centrale unica del 118 presso il nosocomio aquilano, per la quale sono già pronti da tempo 6,3 milioni complessivi, di cui 2,1 donati dalla Regione Emilia Romagna all’indomani del sisma 2009. È paradossale che L’Aquila sconti dei ritardi in questo percorso di potenziamento del sistema sanitario nonostante abbia la possibilità di poter contare su una struttura per il pronto intervento aereo attigua all’ospedale San Salvatore e non staccato da esso e possa contare su un’università  e scuole di specializzazione di assoluta eccellenza, che hanno  formato intere generazioni di medici, alcuni dei quali hanno ricoperto o ricoprono incarichi importanti in strutture sanitarie italiane ed europee”.