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L’Aquila, la vita a suon di note del giovane violinista Gabriele Pro

La storia di Gabriele inizia 19 anni fa: con un dono di papà Antonio e mamma Maria Antonietta ha scoperto che non poteva vivere senza uno strumento musicale.

Quella di Gabriele Pro è una bella storia, fatta di musica e sacrificio, un “emigrante” della bellezza che porta nel mondo la cultura della musica.

Gabriele ha solo 22 anni e da L’Aquila ha già calcato numerosi palcoscenici all’estero incantando il pubblico con il suo violino.

La sua valigia è sempre pronta, carica di note e suggestioni.

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“È nato quasi imparato”, avrebbero detto di lui i nostri nonni, perché Gabriele è figlio d’arte, suo padre Antonio è un chitarrista molto noto a L’Aquila e docente presso la scuola media Dante Alighieri.

I primi passi Gabriele li ha mossi proprio con il papà insieme all’ensembe Aquila altera fondato da Antonio Pro nel 1999 insieme alla moglie Maria Antonietta Cignitti, oggi direttrice del gruppo.

La mamma di Gabriele canta, specializzata nel repertorio di musica medievale e rinascimentale.

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Gabriele ha quindi respirato questa atmosfera da sempre e ha deciso di farne una ragione di vita, facendo ruotare interesse e impegno intorno allo studio del violino.

E il Capoluogo.it ha voluto curiosare nel fantastico mondo di questo giovane ragazzo, andando a scoprire come e quando è scoccata la scintilli.

Quando e perché hai iniziato a suonare?

“Ho incominciato a suonare da quando ero molto piccolo, quando avevo circa 5 anni. Ho ancora il ricordo di me piccolissimo che suonavo intorno ai 3 anni che già mi divertivo con delle piccole percussioni e un’armonica a bocca che mi era stata regalata dai miei genitori. Il fatto che sia figlio d’arte ha incentivato certamente la decisione di intraprendere un percorso musicale che alla fine si è concretizzato in particolare nello studio e nella pratica del violino”.

Antonio, tuo padre, ha influenzato positivamente e in qualche modo il tuo percorso?

Sicuramente la figura di mio padre è stata molto importante nella mia crescita, non solo nella vita, ma anche nel mio percorso artistico. Posso dire per certo che i traguardi che ho raggiunto e sto raggiungendo, non potrebbero esserci stati senza una guida così importante per me, come mio padre e mia madre anche lei musicista”.

Adesso spieghiamo ai nostri lettori anche il tuo percorso accademico e come si è strutturato

“Io suono il violino, e più in particolare negli ultimi anni mi sono dedicato all’esecuzione storicamente informata dei repertori suonando oltre al violino “moderno”, il violino barocco, e la viella. Il mio percorso di studi è iniziato appunto molto presto intraprendendo lo studio dello strumento con il maestro Judith Hamza, quindi parallelamente agli studi classici ho incominciato a impratichirmi con il maestro Enrico Onofri  di violino barocco. Attualmente, inoltre, sono iscritto al corso di laurea magistrale in musicologia presso l’università di Roma La Sapienza”.

Quali risultati hai ottenuto ad oggi?

Dopo tanti sacrifici finalmente negli ultimi mesi sono arrivate anche diverse soddisfazioni in ambito sia lavorativo che artistico. Infatti ho potuto suonare in alcune delle sale da concerto più importanti d’Europa come la Philarmonie de Paris, il Berliner Philarmonie, la Elbphilarmonie Hamburg, il Teatro Massimo di Palermo, l’Auditori di Barcellona. Nello scorso agosto ho vinto l’audizione per suonare l’integrale delle sinfonie di Beethoven insieme a Le Concert des Nations sotto la direzione di Jordi Savall. Nel settembre scorso sono stato inoltre il vincitore del Premio Nazionale delle Arti 2018 per la sezione musica antica”.

E non solo: recentemente è arrivata anche la tanto agognata laurea

“È vero! Certo che sapete proprio tutto (scherza)… Pochi giorni fa ho conseguito il diploma accademico di secondo livello in violino barocco presso il conservatorio Scarlatti di Palermo, con il voto di 110 e lode e menzione, sotto la guida del maestro Enrico Onofri, in particolare dedicandomi allo studio dei violinisti e compositori che facevano parte della scuola romana di Arcangelo Corelli. È stata una grande soddisfazione che mi ha ripagato della fatica di frequentare un conservatorio così difficile da raggiungere e da frequentare a causa della distanza, ma sono felicissimo di essermi potuto laureare sotto la guida di un musicista come Enrico Onofri”.

Un’ultima domanda, quasi di rito: quali sono adesso i tuoi obiettivi e le prossime sfide?Soprattutto… Come si vede Gabriele tra 10 anni?

“Tra i miei prossimi obiettivi sicuramente il mio desiderio è quello di dedicarmi alla mia attività di solista non tralasciando le collaborazioni già avviate e di poter concretizzare un progetto discografico del quale mi sto interessando proprio in questi giorni.Inoltre spero di poter concludere entro il 2020, impegni musicali permettendo, il percorso di laurea magistrale di musicologia”.
Come mi vedo fra 10 anni? È una domanda difficile perché alla mia età le aspettative sono tante, forse anche troppe quindi le voglio rispondere con una frase di Eleanor Roosevelt: Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni. Ecco voglio credere nei miei sogni per cercare di realizzarli“.

Anche noi te lo auguriamo caro Gabriele: un grande in bocca al lupo dalla redazione del Capoluogo.it.

Le foto allegate all’articolo sono state scattate da Francesca Pileri, Roberto Grillo, Alessandro Lemmo.