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San Bernardino, riuso e importanza delle nicchiette

La parola al presidente del Muspac Enrico Sconci per riqualificare e far conoscere ai giovani aquilani l'importanza della scalinata di San Bernardino.

Riuso e riqualificazione delle nicchiette di San Bernardino, IlCapoluogo.it ha sentito il presidente del Muspac Enrico Sconci.

Si tratta di un luogo chiave e simbolo della città, un contenitore di storia, oggi luogo di incontro di tanti giovani che hanno voluto lasciare anche segni indelebili con scritte di vario genere che in alcuni casi di storico o poetico hanno ben poco.

La scalinata su cui si affacciano le nicchiette (edicole in gergo architettonico), costituisce l’unione tra l’antichissima Via Fortebraccio e l’asse rinascimentale di Via San Bernardino, superando un dislivello di circa 20 metri.

Le nicchiette, sei in tutto, sono state realizzate con un omaggio alle 6 famiglie storiche dell’Aquila che contribuirono alla realizzazione della Basilica di San Bernardino: i Cappa, i Bonanni, i D’Andrea, i Dragonetti, i Manieri e i Rivera.

“Abbiamo messo in campo da anni una serie di attività volte alla riqualificazione di questo luogo – ha spiegato Enrico Sconci – si è pensato a installazioni, a eventi dedicati in modo che anche e soprattutto i nostri giovani possano capire il significato dei luoghi chiave della loro città”.

“Quei giovani – ha aggiunto Sconci – che rientrano nella nuova generazione venuta su dopo il terremoto del 6 aprile 2009, che non conosce la città com’era prima e che oggi potrebbe custodire non solo la memoria storica ma magari divulgarla con iniziative ai turisti che vengono a L’Aquila”. Una valorizzazione di questo posto, secondo il presidente del Muspac, “eviterebbe l’incuria e gli atti vandalici attuali, creerebbe sicuramente condizioni migliori per una maggiore tutela e rispetto”.

 

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