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Beni confiscati alla mafia in Abruzzo, assegnati per finalità sociali 65 immobili su 68

I beni confiscati alle mafie assegnati ai Comuni per l'utilizzo per finalità sociali. La Conferenza regionale di Servizi.

L’AQUILA – Conferenza dei Servizi dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, immobili assegnati per fini sociali.

Diventeranno centri di aggregazione, luoghi di attività sociale e parchi i 65 beni confiscati alle mafie in Abruzzo. In totale erano 68 i beni da assegnare, ma su tre gravavano gravi problemi, anche di carattere strutturale, che non hanno permesso ai comuni di avanzare manifestazione di interesse.

Ad illustrare nel dettaglio il patrimonio che andrà nelle disponibilità degli enti pubblici, per la successiva assegnazione per scopi sociali, il Prefetto Bruno Frattasi, presidente dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, insieme ai quattro Prefetti abruzzesi, che prima della conferenza stampa hanno tenuto una riunione con sindaci e rappresentanti della magistratura e delle forze di polizia per la manifestazione di interesse relativa ai beni definitivamente sequestrati.

Beni confiscati alla mafia in Abruzzo, il dettaglio.

Per quanto riguarda il dettaglio dei beni confiscati alla mafia in Abruzzo e a disposizione degli enti locali, 5 sono in provincia dell’Aquila, per un valore complessivo di 138.048,00 euro. Tre sono a Cappadocia, uno ad Avezzano e uno a Carsoli.

Sono invece 12 gli immobili sequestrati in provincia di Teramo (4 a Martinsicuro, 2 ad Alba Adriatica, 2 a Mosciano Sant’Agelo, 2 a Teramo e 2 a Tortoreto), per un valore di 1.667.247,50 euro.

I numeri maggiori si registrano invece nella provincia di Pescara, con 40 beni sequestrati definitivamente (28 a Pescara, 7 a Montesilvano, 2 a Cappelle sul Tavo, 2 a Città Sant’Angelo e 1 a Torre de’ Passeri) per un valore di 3.069.283,55 euro.

Infine la provincia di Chieti, con 11 beni sequestrati (5 a Santa Maria Imbaro, 3 a Frisa, 2 a Lanciano e 1 a San Vito Chietino), per un valore di 845.685,00 euro.

Come precisato dal Prefetto Frattasi, si tratta di numeri esigui, rispetto alle altre regioni d’Italia, dove i sequestri sono molto più numerosi e comunque si tratta di investimenti immobiliari, non di presenza radicata sul territorio della criminalità organizzata. Il dottor Frattasi ha anche sottolineato l’importanza di snellire la fase amministrativa per quanto riguarda le acquisizioni dei beni confiscati alla mafia. Se infatti dal punto di vista dei tempi processuali poco si può fare, si può però accelerare la fase amministrativa e consentire l’assegnazione dei beni agli enti in tempi più brevi. Ad oggi occorrono dai 5 ai 7 anni, ma non si tratta di una media precisa, in quanto ogni caso può far registrare tempi diversi, a seconda delle particolarità che emergono.

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