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Mattarella arriva nella Marsica per la storia: il programma

Sabato la visita di Mattarella nella Marsica, per il 750esimo anniversario della battaglia dei Piani Palentini. Tra entusismo e preparativi, ombre via social: insulti e minacce contro il capo dello stato.

AVEZZANO – La più alta carica dello stato per l’appuntamento con la storia che ha reso celebre la Marsica. Mattarella ad Avezzano, per l’anniversario della battaglia dei Piani Palentini.

750 anni dopo la battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò,che cambiò le sorti di una dinastia e d’Italia, avvenuta il 23 agosto del 1268 – passata alla storia, anche attraverso la letteratura, come battaglia di Tagliacozzo – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella visiterà Tagliacozzo, Scurcola Marsicana e Avezzano, in tre tappe evento. Ilcapoluogo.it seguirà in diretta l’arrivo del presidente ad Avezzano.

Mattarella nella Marsica, il programma della giornata

Il capo dello stato arriverà a Tagliacozzo alle ore 10. Accolto dal primo cittadino Vincenzo Giovagnorio, Mattarella assisterà alla cerimonia di inaugurazione in Piazza Dante Alighieri, della statua dedicata al poeta, realizzata dall’amministrazione comunale. Assieme al sindaco Giovagnorio ad accogliere Mattarella saranno presenti gli amministratori comunali e i rappresentanti istituzionali del territorio, in primis il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il presidente della provincia dell’Aquila, Angelo Caruso.

Sarà Mattarella, assieme ai bambini delle scuole primarie e secondarie del posto, a togliere il drappo che nasconde la statua dantesca, in onore del poeta che eternizzò la battaglia, citandola in una terzina della Divina Commedia. Per la sua costruzione fondamentale il contributo prestato dalla Fondazione Carispaq. L’omaggio musicale, nel corso della cerimonia d’accoglienza, sarà a cura della banda Città di Tagliacozzo. Protagonisti anche gli alunni dell’Istituto Argoli, con i loro interventi sulla citazione dantesca della storica battaglia.

Nelle mani del presidente saranno, inoltre, consegnate in dono le chiavi della città. Un gesto simbolico con le chiavi – considerate la più alta onorificenza civica- che sono state artigianalmente realizzate da Ivan Morgante, orafo locale.

Da Tagliacozzo, Mattarella si sposterà nella vicina Scurcola Marsicana. Il momento dell’accoglienza vedrà il sindaco Maria Olimpia Morgante a fare gli onori di casa. Sarà, poi, Don Nunzio D’Orazio, il parroco, ad illustrare la Statua della Madonna della Vittoria al presidente, che visiterà la Chiesa omonima, a partire dalle ore 10,30, e assisterà  ad un concerto musicale. Prima assoluta per il brano “23 agosto 1268“, commissionato dal Centro Studi Carlo d’Angiò, del presidente Lorenzo Fallocco, e composto dal maestro Emilia Di Pasquale. Sarà lei a dirigere l’esecuzione da parte dell’Arteficio Ensemble.

Terza e ultima tappa Avezzano, nella cornice del Teatro dei Marsi. Alle ore 11 è previsto l’arrivo del presidente, accolto dal commissario prefettizio Mauro Passerotti, dai sindaci marsicani e dai rappresentanti provinciali e regionali. All’interno del teatro la cerimonia ufficiale, coordinata dalla giornalista Orietta Spera, in onore di Sergio Mattarella, al quale verrà anche consegnata una formella in ceramica rappresentante la battaglia dei Piani Palentini, realizzata dal professor Giuseppe Cipollone dell’Istituto Bellisario di Avezzano.

Mattarella e la Marsica, non solo entusiasmo e preparativi in vista della visita

Oltre i doni, l’accoglienza e il programma preparato per la visita del presidente della Repubblica, il risvolto buio della medaglia. Quello fatto di insulti e offese via social, pubblicati nei confronti di Mattarella in questi giorni su Facebook, nella sezione commenti di articoli web. Nulla è mancato, tra accuse pesanti, riferimenti addirittura a bombe e ad attentati. Questa volta simili messaggi sono finiti all’attenzione delle forze dell’ordine. I Carabinieri del reparto operativo di L’Aquila, infatti, hanno individuato alcuni degli autori dei commenti in questione e ora rischiano, come riportato dal Centro, fino a cinque anni di carcere.

 

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