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L’Aquila, Biondi: “Nuovo piano regolatore entro fine consiliatura”

Presentato il gruppo che si occuperà della redazione del nuovo piano regolatore generale, atteso da dieci anni.

L’AQUILA – Redazione del nuovo piano regolatore generale, presentato il gruppo che lavorerà al progetto.

Tempi già scritti: il nuovo prg sarà pronto entro la fine della consiliatura, questo l’annuncio di Biondi.

Coinvolti quattro ordini professionali per le attività di redazione del piano: periti, geometri, architetti e ingegneri, al fine di giungere all’elaborazione definitiva di un piano regolatore atteso da dieci anni. A coordinare il gruppo, Daniele Iacovone, con Paolo Urbani come vice. Ad affiancare la struttura anche gli ordini professionali degli Architetti, degli Ingegneri, dei Geometri e dei Periti della provincia dell’Aquila, per i quali sono intervenuti i rispettivi presidenti Edoardo Compagnone, Pierluigi De Amicis, Giampiero Sansone e Maurizio Papale. L’ufficio comunale del Piano regolatore sarà composto da personale dell’ente e ne faranno parte il dirigente del settore Domenico De Nardis e i dipendenti Antonio Berardi, Maurizio Tollis, Ilaria Polcini, Roberto spagnoli, Daniela Lepidi e Chiara Sacchetti.

«Un lavoro fondamentale, quello concernenete la redazione del nuovo Prg. Solo in questo modo sarà possibile dare una prospettiva alla città di L’Aquila», ha spiegato l’assessore Daniele Ferella. «Non sarà un piano espansivo, ma terrà conto della conformazione del territorio. Quindi bisognerà fare scelte importanti che ricaratterizzeranno la città, ma anche le frazioni, con l’obiettivo di frenare lo spopolamento».

Importante sarà, inoltre, la parteciazione attiva alla redazione del piano. «Andremo sui territori portando le nostre bozze di proposta, perché il piano regolatore dovrà essere di tutta la città. Il primo passo sarà partire dall’ascolto di tutti in Consiglio comunale».

Durante l’incontro con la stampa il primo cittadino Pierluigi Biondi ha sottolineato il ritardo di dieci anni, affinché si lavorasse al nuovo piano, chiamando in causa «l’aver pagato l’impostazione com’era, dov’era. Ma adesso bisogna guardare avanti e progettare il futuro».

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