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Carceri d’Abruzzo, le ombre dietro sciopero della fame e proteste

Carceri d'Abruzzo, tutti i dati sulle condizioni dei detenuti nel 2018. Aumentano sovraffollamento, casi di autolesionismo e suicidi. E quel garante che continua a mancare.

L’AQUILA – Sciopero della fame, occupazione anarchica e pareri espressi. Carceri al centro dell’attenzione mediatica, ma come si è arrivati a questo punto? Numeri e dettagli dagli Istituti penitenziari.

dati carceri abruzzo
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Lo sciopero della fame delle due detenute del carcere di L’Aquila e la conseguente occupazione, da parte degli anarchici, della sala Rivera di Palazzo Fibbioni, torna a riaccendersi la luce sulle carceri, d’Abruzzo in particolar modo. Proprio l’Abruzzo, infatti, come regione, manca all’appello per la figura del Garante dei Detenuti. Tema, questo, più volte affrontato dalla redazione del Capoluogo.

Questa volta, a fare il punto, è l’avvocato Salvatore Braghini, presidente dell’associazione Antigone, onlus che si occupa dello stato dei detenuti in Italia e in Europa.

braghini quinta commissione salute

«La protesta delle due detenute per la loro condizione di isolamento nel carcere dell’Aquila, che ricordiamo è un Istituto di massima sicurezza, è un serio allarme sulla condizione dei detenuti in Abruzzo. Registro con soddisfazione che un consigliere regionale dell’Aquila, di fronte ad episodi come questo, ha sollevato il tema della finalità rieducativa della pena. Di certo tale episodio allarma non poco, se analizzato insieme ai dati del 2018».

Carceri abruzzesi, i dati del 2018

«Ci segnalano che la piaga del sovraffollamento, dell’autolesionismo e dei suicidi, che il 2018 ha visto aumentare in Italia, con 63 episodi, rispetto al 2017, non risparmia le carceri abruzzesi. Troviamo un indicatore preoccupante del disagio della comunità carceraria nelle aggressioni agli agenti di polizia da parte dei detenuti, come ci racconta la cronaca relativa ai fatti più gravi, con le violenze di inizio anno nel carcere di Teramo e, andando indietro ad un anno fa, con un detenuto nell’ala di alta sicurezza del penitenziario di Sulmona che ha ferito un agente, gettandogli addosso olio bollente. Ricordiamo poi il detenuto che si è suicidato impiccandosi nel carcere San Donato di Pescara nel maggio del 2018».

Carceri, lunga lista di criticità

«Vi sono problematiche comuni a tutti gli istituti, tra cui segnalerei la carenza di personale penitenziario e di area pedagogica, l’insufficienza dei percorsi di formazione, specie professionale, l’insufficienza delle proposte rieducative e le scarse opportunità di lavoro all’esterno del carcere. Sul piano sanitario si evidenzia l’inadeguatezza degli spazi e delle prestazioni sanitarie, in particolare le attese per alcune visite specialistiche e la crescita di detenuti con problemi psichiatrici, alcuni dei quali si trovano in carcere a causa dell’incapienza della R.E.M.S di Barete. Per presentare tali criticità ho chiesto di essere ascoltato, come negli anni precedenti, dalla V Commissione del Consiglio regionale (Sanità – Sicurezza sociale e del lavoro – Istruzione)».

Carceri, tante ombre: c’è anche qualche luce?

«Funziona abbastanza bene la sorveglianza dinamica 24 su 24, in alcuni casi durante le attività trattamentali i detenuti non sono sorvegliati e le celle aperte 9 ore al giorno, ciò che allenta molto le tensioni. In alcune realtà come Pescara ed Avezzano, grazie al lavoro del personale e alla risposta del territorio, gli istituti realizzano diverse attività sociali, formative, culturali e professionali. Ha cominciato a funzionare a pieno ritmo la sartoria presso la Casa Lavoro di Vasto offrendo una risposta importante all’esigenza di lavoro per gli internati della struttura. A Teramo è stata allestita una moderna sezione a custodia attenuata con trattamento avanzato, destinato alle madri con bambini sotto i 3 anni. A Sulmona si porta avanti un progetto regionale di custodi della biodiversità e le lavorazioni interne sono molto sviluppate. A Lanciano il carcere ospita una produzione di semilavorati per l’industria dolciaria, dove lavorano fianco a fianco detenuti e liberi. Mentre il carcere di Chieti collabora con la Provincia, ad Avezzano è operativa un’intesa con il Comune per impegnare i detenuti in lavori socialmente utili».

Carceri, nota dolente: il Garante dei Detenuti

«L’intervento del consigliere regionale Di Benedetto si concludeva con un appello a risolvere al più presto il nodo del Garante regionale dei detenuti. Sono ben 9 anni che è stata approvata la legge che ha istituito tale figura di garanzia. Di recente si è chiuso il bando per presentare le candidature, speriamo che sia la volta buona, me lo auguro in particolare per i detenuti nelle carceri d’Abruzzo e per quanti, reclusi o internati, si sentono senza punti di riferimento e disperati».

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