Due detenute in sciopero della fame, urgente la nomina del garante

Carcere dell'Aquila, due detenute in sciopero della fame. Di Benedetto sollecita l'elezione del garante regionale dei detenuti.

L’AQUILA -Due denenute del carcere di L’Aquila in sciopero della fame dal 29 maggio. Di Benedetto: «Urgente la nomina del garante regionale dei detenuti».

Accusate e condannate in primo grado con l’accusa di per far parte di un’organizzazione anarcoinsurrezionalista, due donne rinchiuse nel carcere dell’Aquila dal 29 maggio scorso sono in sciopero della fame contro l’isolamento totale previsto nel reparto di massima sicurezza A2.

L’iniziativa di protesta rilancia l’importanza dell’istituzione del garante regionale dei detenuti, prevista per legge, ma per la quale l’Abruzzo è ancora inadempiente.

«L’Abruzzo – scrive a riguardo il consigliere regionale Americo Di Benedetto – ha diversi istituti penitenziari e tutti con tante problematiche. Alla luce di queste considerazioni si rileva ancor più l’urgenza della nomina del Garante regionale dei detenuti. Auspico, pertanto, che la nomina venga discussa il prima possibile in Consiglio regionale. L’Abruzzo è forse l’unica regione in Italia a non averlo. […] Il carcere non deve essere una scuola per poi tornare a delinquere, ma deve aiutare a far cambiare in positivo le persone che hanno sbagliato! Non è una cosa semplice, ma va perseguita».

Come dichiarato dal segretario regionale dei Radicali, Alessio Di Carlo, ai microfoni del Capoluogo.it, il periodo di “stallo” per quanto riguarda l’elezione del garante dovrebbe essersi concluso. «Il presidente Sospiri ci ha informato del nuovo bando e del fatto che, se avrà il consenso della Conferenza dei Capigruppo, si occuperà personalmente dell’audizione di coloro che hanno fatto domanda, al fine di arrivare al più presto possibile al Consiglio per eleggere il Garante dei detenuti. È stato molto disponibile anche per quanto rigurda il Garante dell’Infanzia e altre figure di garanzia che le leggi regionali prevedono».

A stretto giro di posta la replica del consigliere regionale e presidente Commissione Vigilanza, Pietro Smargiassi: «Ha il sapore della beffa leggere le parole del Consigliere Di Benedetto, che chiede a gran voce la nomina di un Garante dei detenuti dopo che per cinque anni il suo centrosinistra non è stato in grado di intavolare un dialogo costruttivo per individuare una figura abruzzese, senza dover andare a pescare fuori dalla Regione. Ricordo perfettamente come la scorsa giunta abbia rinviato per decine di sedute il problema, disinteressandosene completamente. Non posso soprassedere sull’ottuso atteggiamento di chi per 54 mesi di governo si è ostinato a presentare sempre un solo nome, per ragioni probabilmente diverse da quella della competenza che mai nessuno si è permesso di contestare. Rita Bernardini è senza dubbio una persona preparata e voce di rilievo sulla tematica delle carceri, ma non può essere considerato l’unico profilo spendibile. Le condanne da lei riportate, seppur relative ad atti di disobbedienza civile, rappresentano un fattore sul quale non si può soprassedere. Per questo il M5S provò con ogni modalità, invano, a presentare alla Giunta e al Presidente una rosa di nomi di spicco. L’augurio è che, contrariamente a quanto successo col centro sinistra, il governo regionale voglia aprire un dialogo diverso per arrivare alla nomina di una personalità abruzzese, di comprovata esperienza, preparazione e sensibilità sul tema».