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Andrea Camilleri ricoverato in rianimazione

Andrea Camilleri ricoverato in rianimazione a Roma.

Ore di apprensione per la salute dello scrittore Andrea Camilleri “amico dell’Aquila”, ricoverato da questa mattina in rianimazione all’ospedale Santo Spirito di Roma, sembra per un arresto cardiaco.

Come riporta Il Fatto quotidiano, lo scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente siciliano, ideatore del celebre Commissario Montalbano, è in gravi condizioni ed è stato rianimato appena arrivato in ospedale.

“È arrivato in ambulanza in condizioni critiche per problemi cardiorespiratori. È stato assistito dall’équipe dell’emergenza al Pronto Soccorso Santo Spirito e trasferito presso il Centro di Rianimazione dell’ospedale”, spiega in una nota dell’ospedale.

Andrea Camilleri compirà 94 anni il prossimo settembre; in questi giorni si stava preparando per essere per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, con lo spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino.

Propri in questi giorni l’uscita del suo ultimo libro Il cuoco dell’Alcyon, sempre con la casa editrice Sellerio.

I suoi libri sono stati tradotti in 120 lingue. Con i suoi racconti ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo.  scavalcando le barriere dei confini nazionali.

Il suo Commissario Montalbano da anni  è diventata una fiction fissa della Rai, con Luca Zingaretti.

È stato ospite a L’Aquila qualche anno fa, nel 2011, in occasione dell’evento “Volta la Carta”.

Una città molto cara allo scrittore e dove ha vissuto anche molti anni in virtù di una collaborazione con il Teatro.

Durante l’incontro del 2011 non volle visitare il centro storico, ancora profondamente ferito dal terremoto del 6 aprile.

“Sono una persona anziana – aveva detto – ho vissuto qui tanti anni fa quando lavoravo al Teatro e ho un ottimo ricordo di questa città accogliente e dei suoi abitanti. Me la voglio ricordare com’era. L’Aquila è rocciosa e voi siete rocciosi, siete famosi per questo! Per tutto quello che avete passato vi auguro la felicità“.

Nel 2007 sempre a L’Aquila aveva ricevuto laurea honoris causa in Psicologia applicata. Camilleri ha visitato più volte i Laboratori del Gran Sasso, restando affascinato.

Ha parlato spesso della fine della vita, auspicando per se stesso: “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”.

Ha collaborato a lungo con i maggiori quotidiani italiani (Messaggero, Repubblica, Stampa, Unità) e stranieri (El Pais, Le Monde, la Vanguardia, Gazeta Wyborzca, New York Times) e numerose riviste di cultura e politica (Micromega, Rinascita, ecc.).

Nel 1988 vinse il premio Flaiano per La voce del Violino e altri riconoscimenti come il Bancarella, Morante, Vittorini, Mondello, Cité de Paris.

Sui social l’hashtag #camilleri è subito schizzato in testa ai trending topic italiani. I messaggi di vicinanza al maestro hanno invaso Twitter. Roxscer scrive: “Forza maestro non ci abbandonare! Non siamo pronti a stare senza di te”. Paolo Tarchi: “Caro Andrea (permettimi la familiarità proveniente da lunga frequentazione libraria), per favore, non mollare. Le tue parole roche sono fra le ultime ancore viventi che ci tengono in una realtà in pericolo. Tiresia nostro, facci ancora luce, nel buio dell’ignoranza”. O ancora Pulce: “Tanto dispiacere. Tanta speranza. Andrea non mollare”.

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