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Proroga termini restituzione tasse, Biondi: “Una tregua, non una vittoria”

Restituzione tasse sospese, il sindaco Biondi tiepido sulla proroga: "Solo una tregua, non una vittoria".

L’AQUILA – Il sindaco Biondi sull’approvazione della proroga dei termini per la restituzione delle tasse sospese dopo il sisma: «È una tregua, non una vittoria».

«Lo slittamento a fine anno dei termini per la presentazione, da parte delle aziende coinvolte, della documentazione per la restituzione di tributi e imposte sospese dopo il sisma 2009 allo Stato Italiano su richiesta dell’Europa, approvato dal Senato in sede di conversione in legge del decreto Sblocca cantieri, rappresenta una tregua e non una vittoria». Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, aggiungendo: «Il nodo della questione ancora non è stato affrontato e mi auguro che l’interlocuzione con Bruxelles possa riprendere al più presto, non appena saranno definiti gli assetti delle strutture alla luce delle elezioni europee del 26 maggio scorso. Noi continuiamo a ritenere che la riduzione al 40% delle tasse concessa alle imprese, sancita con la legge 183 del 2011, non possa essere configurata come aiuto di Stato perché circoscritta a un limitato arco temporale e per una porzione di territorio piccola rispetto al resto d’Italia. Si è trattato, piuttosto, di un sostegno fornito all’intero sistema di un’area che tra il 2008 e il 2009 ha fatto registrare un calo del 3,7 di Pil, pari a oltre 970 milioni di euro. Su decine di aziende, pertanto, continua a pendere una spada di Damocle e procrastinare la dead line al 31 dicembre 2019 è, senza azioni incisive dell’esecutivo in sede europea, un pannicello caldo. Constatiamo, inoltre, che a fronte della parziale buona notizia sulle tasse e sull’approvazione della norma che garantisce anche per il 2020 il finanziamento di 10 milioni per il bilancio comunale, a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate e la nomina del commissario per la messa in sicurezza del bacino idrico del Gran Sasso sono stati bocciati emendamenti fondamentali, e a costo zero per la nazione. Mi riferisco alle procedure per la semplificazione nella ricostruzione pubblica e per la soluzione di vecchi problemi legati a quella privata, tra cui quelli dei cittadini che alla data del 6 aprile di dieci anni fa avevano la casa in costruzione, e quindi non accatastata, per i quali non sono stati previsti indennizzi o risarcimenti».

«Il Mef, -conclude il sindaco Biondi – sempre così attento e solerte nell’approfondire con il microscopio ogni provvedimento che potrebbe agevolare la rinascita delle zone terremotate – ed eventualmente generare maggiori oneri, a fronte di una disponibilità finanziaria di un miliardo e 700 milioni di euro, contenuta nella legge di stabilità 2015 – autorizza, di contro, l’esproprio di 65 milioni di euro dai fondi per il cratere 2009 per finanziare interventi in altre zone del Paese colpite da calamità. Se queste sono le premesse inizio a nutrire forti dubbi sulla possibilità di un rifinanziamento oltre il 2020 nonostante sia chiaro da tempo, a tutti gli interlocutori della governance della ricostruzione, che siano necessari almeno 5 miliardi di euro per completare i processi di rinascita dei centri colpiti dal terremoto nel 2009».

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