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Aumento pedaggi A24/A25, sindaci abruzzesi a Roma sul piede di guerra

Pedaggi in aumento su autostrade abruzzesi, sindaci sul piede di guerra in vista della scadenza della proroga il 30 giugno.

Contro l’aumento dei pedaggi delle autostrade abruzzesi della A24 e A25 i sindaci abruzzesi ancora una volta in prima linea

Dopo la prima vittoria all’udienza di marzo contro Strada dei Parchi ieri i sindaci abruzzesi si sono ritrovati a Roma, alla Camera dei Deputati, in una conferenza stampa contro il rischio dei nuovi aumenti dei pedaggi autostradali, per ora scongiurati da una proroga in scadenza il 30 giugno.

Da questa data in assenza di provvedimenti si potrebbe andare incontro a un nuovo aumento del 18% sui pedaggi.

Un aumento considerato, “un vero e proprio salasso alla luce anche dei continui disservizi, come le corsie uniche, i lavori su alcuni tratti e non di meno importanza il senso unico sulla galleria del Gran Sasso.

Va ricordato che la causa intentata contro Strada dei Parchi è stata intrapresa da una cinquantina di sindaci, tra i quali anche Enzo Di Natale, primo cittadino di Aielli.

L’azione mira a far sospendere o ridurre gli aumenti dei pedaggi in quanto il Concessionario si sarebbe reso inadempiente nei confronti degli utenti dei tratti autostradali gestiti rispetto all’obbligo di garantire la sicurezza della circolazione.

All’apertura del processo Strada dei Parchi aveva sollevato numerose eccezioni tra le quali anche il difetto di competenza del Tribunale.

Il giudice Andrea Dell’Orso ha rigettato tutte le eccezioni del Concessionario accogliendo la linea seguita dagli avvocati, Alessandro Giffi, Domenico Di Falco e Bruno Capponi. Il processo quindi proseguirà regolarmente per l’accertamento dell’inadempimento di Strada dei Parchi.

Durante l’incontro di ieri a Roma c’era una delegazione a rappresentare i 108 comuni tra Lazio e Abruzzo che ha evidenziato tutta l’importanza di agire “per ora e per tempo al fine di non arrivare alla fine di giugno senza soluzioni e quindi con ulteriori aumenti”.

Insieme ai sindaci ieri anche i sindacati degli autotrasportatori.

“Permane dunque la nostra azione – è stato il commento di Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli – il nostro obiettivo è quello di evitare questo ulteriore salasso ai danni degli automobilisti”.

“Ci troviamo di fronte alla vertenza di un intero territorio contro l’aumento dei pedaggi ed è disdicevole che l’appello rivolto dai sindaci non sia stato raccolto dai parlamentari”, è stato il commento dopo l’incontro di ieri dell’onorevole del Partito democratico Stefania Pezzopane.

“Davanti a una richiesta dei primi cittadini con fascia tricolore ci si dovrebbe togliere il cappello. Si tratta di una battaglia popolare e non stare al loro fianco e sciocco e miope politicamente. Decreto Crescita alla Camera e Decreto Sblocca Cantieri al Senato sarebbero entrambi strumenti utili per affrontare e risolvere le questioni sul tappeto, a partire da quella sui pedaggi”, ha spiegato.

“Avendo una scadenza così prossima, se il ministero, il governo, la maggioranza, intendessero utilizzare uno strumento parlamentare dovrebbero muoversi subito, ma non abbiamo avuto alcuna risposata su questo. Anzi, sul decreto Crescita la maggior parte degli emendamenti sono stati dichiarati inammissibili”, ha aggiunto.

E la Pezzopane ha chiarito che, “nel Decreto Cantieri c’è un emendamento che riguarda il Gran Sasso, con i 124 milioni per gli interventi di impermeabilizzazione e la nomina del commissario. Mentre non c’è la restituzione dei soldi scippati che riguardano la sicurezza. Sulle tariffe invece non c’è proprio nulla”.

Secondo la Pezzopane adesso è necessario, “incalzare il ministro delle Infrastrutture, dopo mesi in cui in maniera incomprensibile si cerca una interlocuzione senza trovarla. Cosa farà Toninelli, farà spuntare dal cappello una soluzione come fosse un coniglio magico? Noi intanto ci siamo e continueremo insieme questa battaglia contro l’aumento dei pedaggi sulle nostre atìutostrade”.

Caro pedaggi, Codacons sostiene sindaci

Il Codacons sostiene la protesta dei sindaci del Lazio e dell’Abruzzo, contro gli aumenti dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25.

A partire dal prossimo 1 luglio gli automobilisti delle due regioni rischiano di subire una stangata ingiustificata – spiega il presidente Carlo Rienzi –  Il rischio infatti è che, senza interventi da parte del Governo, i pedaggi sulle due tratte subiscano il previsto rialzo del 19%. Una ipotesi che danneggerebbe in modo evidente gli utenti, in modo particolare gli automobilisti già tartassati dai recenti aumenti di benzina e gasolio.

È inconcepibile che il Governo non abbia ascoltato le proteste dei sindaci laziali e abruzzesi e in assenza di interventi precisi per sospendere gli aumenti, entro il prossimo 30 giugno il Codacons scenderà in campo studiando azioni legali a tutela dei residenti delle due regioni.

Sulle ultime vicende relative alla lotta contro il caro pedaggi si è espresso Dino Pepe, consigliere e vice capogruppo regionale del Pd.

“Quello del rincaro dei pedaggi sulle autostrade abruzzesi A24 e A25 è un tema molto sentito nella nostra regione, ma anche nel vicino Lazio, spiace quindi constatare l’assordante silenzio del Governo nazionale su questo delicato argomento, sintetizzato purtroppo in maniera nitida dall’assenza del Ministro ai Trasporti, Danilo Toninelli, al sit-in tenuto ieri dinanzi a Montecitorio dagli amministratori delle due regioni” dichiara il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe. “Non di meno colpisce la mancata partecipazione, quasi non fosse un tema di loro interesse, di tutti i parlamentari abruzzesi, eccezion fatta per i deputati del Partito Democratico, Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro. Con loro i Consiglieri regionali del centrosinistra Giovanni Legnini, Silvio Paolucci e Americo Di Benedetto, giunti lì a rappresentare tutti noi, mentre non vi era traccia né della Giunta Marsilio e della sua maggioranza, né dei Consiglieri del M5S, evidentemente come i loro deputati in “imbarazzo” nell’intervenire su di un tema che forse ai loro vertici nazionali non interessa”.

Il rischio, purtroppo sempre concreto, è che dal prossimo primo luglio i viaggiatori siano costretti a pagare pedaggi con un costo maggiorato del 19%. “La A24 e A25 sono già tra le autostrade più care d’Italia, un ulteriore aumento dei prezzi va assolutamente scongiurato dal Governo che non può pretendere che siano, ancora una volta, gli abruzzesi a pagare gli aumenti per la manutenzione del tratto viario e la messa in sicurezza del traforo” prosegue Pepe. “Il Partito Democratico, in questi anni, ha sostenuto gli amministratori locali e i cittadini abruzzesi in questa battaglia e continua a farlo anche oggi: chiediamo quindi un intervento celere e risolutivo perché il 30 giugno, termine ultimo prima della sospensione dell’aggiornamento tariffario, si avvicina. In tal senso auspico un maggiore impegno dei deputati teramani di M5S e Lega affinché facciano capire al loro Governo i gravi danni che tale scelta avrebbe su tutti gli abruzzesi, ma non solo”.

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