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L’Aquila, il torrione si rinnova: verso un nuovo angolo di città

Il Torrione verso la riqualificazione. Presentati i lavori finanziati dalla Fondazione Carispaq. I dettagli degli interventi che daranno nuovo volto all'intera area

L’AQUILA – Nuova vita per il Torrione, simbolo identitario di L’Aquila e della sua storia.

Presentati i lavori di riqualificazione del Torrione, manufatto storico, architettonico e affettivo per la città e la sua gente, finanziati dalla Fondazione Carispaq, con uno stanziamento di 170 mila euro. Al termine dell’illustrazione del progetto dei lavori la firma del protocollo d’intesa da parte del primo cittadino Pierluigi Biondi, del presidente della Fondazione, Marco Fanfani e del presidente Ance L’Aquila, Adolfo Cicchetti.

«Un intervento quasi complementare, dopo i lavori al Parco del castello, che andrà a riordinare uno scorcio intero di città», ha spiegato il presidente Fanfani. Progetto curato in collaborazione con l’Ance L’Aquila.

Dopo l’intervento al Parco del Castello, infatti, sostenuto dalla stessa Fondazione, inizierà presto la riqualificazione del Torrione, che andrà a dare un nuovo volto all’intera area cittadina. Il manufatto, dall’origine molto antica, nella sua parte emergente non era altro che «un piccolo punto del sistema acquedottistico che conduceva l’acqua su, in collina», ha spiegato l’architetto Fabio Andreassi nel corso della conferenza stampa di questa mattina. «È l’ultimo rimasto. Per questo ha un valore storico, architettonico ma anche testimoniale rilevante».

Il sisma ha causato il crollo di parte della sommità del Torrione, già debole di per sé in virtù della sua conformazione. Nei lavori che saranno effettuati sarà recuperato, per quanto possibile, il materiale presente a terra, che sarà poi selezionato e riutilizzato per l’opera di manutenzione e consolidamento. «Alcuni pezzi sono già stati recuperati dalla Soprintendenza qualche anno fa».

La sistemazione esterna sarà altrettanto importante: «Saranno tolte le preesistenze considerate incongrue rispetto all’età storica del manufatto, quali, ad esempio, la panchina e il lampione, entrambi risalenti agli anni ’60. Abbiamo ridisegnato lo spazio aperto, focalizzando l’attenzione sul Torrione. Saranno utilizzati materiali naturali, come la pietra, e saranno realizzate panchine molto basse, con un sistema a led di illuminazione – che crea una luce diffusa – che servirà anche come segnapasso di notte. Sarà, inoltre, ampliata la fascia di rispetto del monumento, con lievi modifiche che andranno a ridisegnare la sezione stradale, mantenendo l’attuale conformazione dell’uso, ma ampliando il percorso pedonale e l’area di rispetto del Torrione». Infine ci sarà l’installazione di colonnine in travertino, come totem informativi lungo l’area adiacente al monumento. Particolare attenzione sarà posta alla forme d’accessibilità all’area per normodotati e persone con disabilità.

Riqualificazione Torrione, alla scoperta della storia del manufatto

Un restauro che non comprenderà soltanto l’aspetto esteriore del manufatto e dell’area ad esso circostante, ma che permetterà di dissipare i dubbi, numerosi, e le leggende sul monumento cittadino. Era un monumento funerario e poi èstato trasformato in acquedotto? Ci saranno scavi e indagini archeologiche, limitatamente all’area adiacente al torrione che forniranno delucidazioni circa le fasi storiche e l’originaria funzione del manufatto, come spiegato dall’architetto Antonio Di Stefano, della Soprintendenza ABAC.

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