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L’Aquila, cantiere Piazza Duomo: riconsegna aggregato a gennaio 2020

Riconsegna a gennaio 2020 del grande cantiere della ricostruzione di Piazza Duomo a L'Aquila.

Fine lavori a gennaio 2020 per il cantiere più grande della ricostruzione dell’Aquila; quello dell’aggregato Sant’Emidio su Piazza Duomo, che ruota intorno alla Cattedrale di San Massimo, esclusa dall’aggregato.

Come riporta Il Messaggero, si tratta di un aggregato di circa 15 mila metri quadrati, comprende Palazzo Arduini e De Nardis, il palazzo arcivescovile, la sacrestia, la casa canonica, l’area museo, l’ex seminario, l’Episcopio e che abbraccia parte di Piazza Duomo.

Il costo totale dei lavori dell’aggregato invece è di circa 27 milioni di euro, eseguiti dalla ditta Iannini Costruzioni dell’Aquila che sta impiegando molte maestranze e tre gru.

Su Piazza Duomo resta quindi fuori la cattedrale, a seguito della legge 125/2015 che ha stabilito il passaggio di soggetto attuatore per le chiese dalle diocesi al Ministero per i Beni culturali.

Attualmente il progetto è in fase di approvazione in Soprintendenza; inoltre è stata creata una commissione istruttoria di architetti, storici dell’arte e restauratori per discutere in maniera analitica il progetto.

Proprio grazie al confronto tra progettisti e funzionari della Soprintendenza il progetto è stato rivisto e aggiornato. Per i lavori della cattedrale nel 2016 sono stati stanziati 18 milioni di euro all’interno del Piano strategico turismo e cultura; fondi che coprirebbero solo il primo lotto di lavori (la copertura del Duomo) e per cui Invitalia affiancherà nella procedura il Mibact, data la rilevanza dell’importo. Altri 15 milioni saranno necessari a ultimare i lavori.

Il direttore tecnico dell’impresa Federico Aquilino intervistato dal Messaggero ha assicurato la riconsegna intorno al 27 gennaio.

“Si tratta di alcuni corpi di fabbrica, articolati su altezze diverse. Un cantiere molto complesso, nel cuore del centro storico, a causa del sisma ci sono stati anche alcuni crolli e danni alle strutture di varia natura, soprattutto nella parte dell’Episcopio che ha una struttura totalmente in muratura e ha riportato lesioni importanti”, ha spiegato.

“Gli orizzontamenti voltati in alcuni casi sono risultati lesionati, anche nella parte alta degli edifici crollati. E’ stato importante per questo studiare la metodologia di intervento, anche perché i presìdi di messa in sicurezza messi in opera nel 2011 erano imponenti e hanno comportato una strategia di approccio al lavoro che è quella di consolidare le murature dal basso verso l’alto, mentre per gli orizzontamenti dall’alto verso il basso”, ha chiarito.

Per poter iniziare i lavori, l’impresa ha dovuto mettere in sicurezza tutta la parte che confina con il muro della cattedrale, ancora scoperto a più di 10 anni dal sisma del 6 aprile.

“C’è un passaggio in comune, era fondamentale garantire la sicurezza di quanti ogni giorno devono lavorare all’interno. Abbiamo quindi operato sulla parte dell’abside, gravemente lesionata. Le opere strutturali in alcune porzioni di aggregato sono terminate e mancano solo le finiture conclude Resta solo una piccola porzione dove le opere strutturali sono ancora in atto”, ha concluso il direttore tecnico.

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