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Chiusura Traforo Gran Sasso, monta la protesta: ipotesi Capannelle diventa incubo

Un'ora e mezza da Colledara ad Assergi attraverso le Capannelle invece di 6 minuti sotto il Gran Sasso. Monta la protesta contro la chiusura del Traforo: oggi Mit incontra Strada dei Parchi

L’Aquila – Una settimana: tanto manca al 19 maggio, data scelta per la chiusura del Traforo del Gran Sasso “a data da destinarsi”.

Il braccio di ferro che vede coinvolti Strada dei Parchi, Regione e Ministero per le Infrastrutture rischia di tagliare a metà l’Abruzzo, con le aree interne dell’aquilano e del teramano ancora più isolate a ridosso, peraltro della stagione estiva.

Ripercorrere le Capannelle (SS80) riporta l’Abruzzo a 30 anni fa: 1 ora e mezza da Colledara ad Assergi contro i 6 minuti del Traforo. Una alternativa inimmaginabile per gli oltre 70mila mezzi che ogni giorno percorrono l’importante infrastruttura sotto il Gran Sasso

Penalizzati tutti i settori e larghissime fette di popolazione: dai pendolari per lavoro a quelli per studio, tanto che l’Università degli Studi dell’Aquila ha espresso viva preoccupazione per i pendolari che studiano nell’Ateneo aquilano, con il rischio di perdita di studenti. Oggi, peraltro, parte la diffida del sindaco Biondi nei confronti di Strada dei Parchi.

Dal turismo alla sanità, la situazione è nerissima.

Chiusura Traforo Gran Sasso, secco no della Asl L’Aquila: non sarebbero garantiti interventi salvavita

Non sarebbero più garantite le prestazioni salvavita perché i percorsi alternativi sono impraticabili”.
La direzione della Asl, Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per bocca della dr.ssa Simonetta Santini, direttore generale facente funzione, pronuncia un secco no alla chiusura del traforo del Gran Sasso preannunciato, per il 19 maggio prossimo, dalla società che gestisce la strada dei parchi.
“Gli interventi d’urgenza, dall’ospedale di L’Aquila a quello di Teramo”, afferma la Santini, “sarebbero a forte rischio poiché i ritardi nel trasporto del paziente metterebbero a repentaglio la vita del malato o, più
realisticamente, potrebbero causarne il decesso durante il tragitto”.
“La nostra Asl, per affrontare specifiche emergenze”, dice la Santini, “ha una convenzione con la Asl di Teramo per la cardiochirurgia e per la chirurgia toracica, branche di cui il San Salvatore è privo. Identica problematica, in senso inverso, vale per l’ospedale di Teramo che, non disponendo della radiologia interventistica e della Tin (terapia intensiva neonatale) deve rivolgersi al presidio del capoluogo regionale. Cosa accadrebbe su entrambi i fronti, con le ambulanze impossibilitate a transitare sull’autostrada e a trasferire velocemente i pazienti nei tempi compatibili per salvare la vita dei malati?”

Chiusura Traforo Gran Sasso, CNA: come il Far West

“Tra pochi giorni l’Abruzzo sarà spaccato in due, e in tutto questo non si riesce a comprendere quale sia l’autorità in grado di impedire che territorio interno e costa restino privi di collegamenti degni di questo nome per settimane e settimane”. Torna a far sentire la propria voce sulla ormai imminente chiusura del traforo del Gran Sasso, amplificando quella del mondo delle imprese, il presidente regionale della CNA Abruzzo, Savino Saraceni: I collegamenti tra L’Aquila e la costa saranno possibili solo grazie a una viabilità secondaria da vecchio Far West, più adatta alle diligenze che al traffico di auto e mezzi pesanti. A meno di non doversi sobbarcare decine e decine di chilometri in più di autostrada, con aggravio di costi».

Chiusura Traforo Gran Sasso, i sindaci contro il caro pedaggi tornano a manifestare a Roma

Torneranno a manifestare a Roma i Sindaci e gli Amministratori di Lazio e Abruzzo impegnati nella lotta contro il “caro-pedaggi” e per la sicurezza della A24/A25. Si avvicina la data del 30 Giugno 2019, ovvero del termine ultimo di sospensione dell’aggiornamento tariffario indicato nel decreto interministeriale n. 589 del 31.12.2018.
“E’ stata già inviata una missiva al Ministro Toninelli per sollecitare l’accoglimento delle istanze già numerose volte reiterate e richiesto un incontro per avere aggiornamenti in merito allo stato di “perfezionamento della procedura di revisione del piano finanziario (art. 2 decreto)” dicono i sindaci che annunciano una nuova manifestazione per il giorno 15 Maggio 2019 dalle ore 10,30 a Roma nei pressi di Piazza Montecitorio, alla quale sono stati invitati a partecipare tutti i Senatori e Deputati di Lazio e Abruzzo nonché i Presidenti e i Consiglieri di entrambe le Regioni.

Chiusura traforo Gran Sasso, Strada dei Parchi incontra MIT: ipotesi super commissario

Si terranno questo pomeriggio e nella giornata di domani due importanti vertici tra Strada dei Parchi ed il MIT: a quanto trapela, la società guidata da Toto vuole la nomina di un commissario con pieni poteri e responsabilità giudiziaria.
L’incontro dovrebbe servire a evitare la chiusura che, secondo quanto ribadiscono dal Mit, rappresenterebbe una “procurata interruzione di pubblico servizio che equivarrebbe a un inadempimento” grave da parte della società, concessionaria delle autostrade A24 e A25, che potrebbe portare alla “revoca immediata della concessione”, evocata ieri dal sottosegretario M5S Gianluca Vacca.
Strada dei Parchi dal canto suo fa sapere che il Mit era già informato dal 5 aprile della decisione e che in quella occasione non aveva fatto obiezioni. “Strada dei Parchi non ha competenza, il Governo ci ha detto di stare fermi. Noi abbiamo scritto: ‘guardate che dobbiamo chiudere’, il Governo non ci ha detto nulla in contrario. Sarebbe singolare se ora ci revocasse la concessione”, puntualizza il vicepresidente della concessionaria, Mauro Fabris.

L’incontro di domani è aperto anche agli enti locali e vi dovrebbero partecipare Regione, Provincia e alcuni sindaci. Al tavolo anche i vertici di Strada dei Parchi e il Gabinetto del Ministero. L’obiettivo è di lasciare aperto il tunnel e, vista l’imminenza del 19 maggio (data per la quale la concessionaria ha deciso la chiusura), la riunione di domani potrebbe portare ad una prima soluzione. Per risolvere la vicenda, inoltre, si lavora per l’arrivo di un commissario ad hoc, con un emendamento nello Sblocca Cantieri, che dovrebbe essere nominato a valle dell’approvazione del provvedimento, verso metà giugno.

Domani, anche, il consiglio regionale straordinario convocato per discutere come andare avanti su una questione di vitale importanza per l’Abruzzo, mentre per giovedì 16 maggio previsto consiglio comunale a L’Aquila. “Si è giunti con colpevole ritardo e in modo assolutamente irresponsabile ad una soluzione che, se attuata veramente, rappresenterebbe un duro colpo soprattutto per le aree interne che vedrebbero vanificati tutti gli sforzi fatti in dieci anni dal terremoto – hanno affermato i capigruppo dopo l’ultima riunione – Siamo assolutamente contrari alla politica dello scontro sulla pelle dei cittadini e invitiamo pertanto i soggetti coinvolti, cioè la società Strada dei Parchi e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a un atto di responsabilità che possa scongiurare la proclamata chiusura del traforo dell’A24 a partire dal 19 maggio. Consci del fatto di non essere i giudici di una situazione complicata e complessa per cui solo la magistratura ha il diritto di decidere, come espressione della massima Assise cittadina e in qualità di rappresentanti dei cittadini, abbiamo il dovere di intraprendere ogni azione possibile per evitare un danno così grande alla popolazione aquilana e abruzzese”.

Chiusura Traforo Gran Sasso, il no di Confindustria

“Un danno enorme per tutte le imprese dell’Abruzzo interno. Un provvedimento che metterebbe in ginocchio le aziende aquilane, già gravate dalle difficoltà di una ripresa post-sisma che fatica a decollare. Come Confindustria non possiamo che opporci fermamente alla paventata chiusura del traforo del Gran Sasso”. Ad esprimere un secco “no” alla chiusura del traforo è il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda.

Confindustria invita il concessionario “a rivedere immediatamente la sua posizione”, richiamando Strada dei Parchi “alle proprie responsabilità. Non è possibile interrompere un servizio necessario per collegare due aree dell’Abruzzo interno come L’Aquila e Teramo, gravate dalla crisi e dalle difficoltà di aver subìto una catastrofe come il sisma, che ha inevitabilmente condizionato l’andamento di sviluppo e ripresa dei due versanti del Gran Sasso. Chiediamo al Governo e a tutti gli attori interessati”, conclude Podda, “di assumere una posizione forte e netta per evitare una chiusura che si trasformerenne in un cataclisma economico per la nostra Regione, in particolare per l’aquilano”.

Arriva anche l’annuncio dello stato di agitazione da parte di Confcommercio Abruzzo e la contrarietà alla chiusura dell’ordine degli Architetti di Teramo.

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