Chiusura Traforo, tutti contro Strada dei Parchi: rischio isolamento

Chiude il Traforo del Gran Sasso dal 19 maggio, ma anche gli svincoli di Bussi e Tornimparte: L'Aquila rischia l'isolamento. Le reazioni di politica e società civile

L’Aquila – Levata di scudi nei confronti della decisione da parte di Strada dei Parchi – confermata ieri – di chiudere il Traforo del Gran Sasso dal 19 maggio prossimo a data da destinarsi.

Rischio isolamento della regione, con l’Italia spezzata in due lungo la direttrice Adriatico – Tirreno: è quanto potrebbe accadere qualora Strada dei Parchi non facesse un passo indietro.

Un danno enorme per chi abita in Abruzzo, per i pendolari che lavorano verso Teramo o Roma, nonché un danno incalcolabile all’economia abruzzese, con il turismo penalizzato grandemente.

La chiusura del Traforo del Gran Sasso, accompagnata a quelle degli svincoli per oltre un mese di Bussi – Popoli e per sei mesi di Tornimparte, è una vera e propria mazzata al territorio aquilano, tanto da spingere il sindaco Biondi a diffidare Strada dei Parchi per un atto “irresponsabile e potenzialmente lesivo della normativa e degli interessi dei cittadini”.

“Giù le mani dall’autostrada, non accettiamo la minaccia di Strada dei Parchi” tuona il sottosegretario Vacca che ripropone la possibilità di revocare immediatamente la concessione.

“Chiudere il traforo del Gran Sasso dal 19 maggio significherebbe recare un danno gravissimo ad un territorio già duramente colpito dai terremoti e isolarlo dal resto d’Italia. Strada dei parchi deve ricordare che l’autostrada è pubblica e quindi dei cittadini, la società ne ha solo la gestione. Qualora ci fosse una cieca ostinazione del gestore verso la chiusura, chiederò con forza al Mit di valutare se ci sono i requisiti per la revoca immediata della concessione, e so che il ministero valuterebbe con molta attenzione questa ipotesi. Ora basta!”

Gli fanno eco i parlamentari abruzzesi pentastellati, che invocano l’interruzione di servizio pubblico qualora Strada dei Parchi chiudesse l’importantissima infrastruttura.

“Chiudere il traforo del Gran Sasso dal 19 maggio significherebbe interrompere un pubblico servizio, generare il caos con il dirottamento giornaliero di oltre 10mila veicoli sulla statale 80, arrecare un danno enorme all’economia del territorio e per giunta bloccare le attività dei Laboratori nazionali di fisica nucleare. Non staremo con le mani in mano a guardare questi signori che fanno il bello e cattivo tempo. Non lo abbiamo fatto quando si è trattato di richiamarli alle loro responsabilità sul disastro della manutenzione e non inizieremo certo ora. Siamo in contatto con il Mit e con gli organismi competenti per scongiurare questo sopruso ai danni dei cittadini abruzzesi e non solo”.

Toninelli non faccia lo struzzo e nomini il commissario” scrive in una nota l’onorevole Pezzopane (PD).

“Il ministro Toninelli deve dire esplicitamente da che parte sta e deve impedire al concessionario di chiudere l’autostrada, che è di proprietà dello Stato e quindi appartiene ai cittadini. Nomina il commissario o no? Sarà il Presidente della Regione come in Liguria o si inventeranno qualche burocrate senza portafoglio? Li mettono i soldi nel decreto cantieri o se ne continuano a fregare della situazione della emergenza ambientale? È già trascorso un anno di,legislatura, non possono continuare a fare la parte di chi è arrivato ora e scopre un mondo tanto cattivo e pieno di problemi”.

Accanto all’iniziativa di diffida partita dal sindaco Biondi anche l’Università degli Studi dell’Aquila, con la rettrice Paola Inverardi che esprime

“viva preoccupazione per l’enorme disagio che ciò comporterebbe alle migliaia di studenti provenienti dal teramano, dalle zone costiere abruzzesi e marchigiane che frequentano l’Ateneo oltre che al personale docente ed agli studenti che operano nelle strutture convenzionate della ASL di Teramo. L’Università dell’Aquila esprime al riguardo totale sostegno alla azione del Sindaco dell’Aquila e si augura che il buon senso prevalga nel definire soluzioni che tutelino tutti gli interessi in campo”

“E’ necessario e urgente trovare un accordo per non far pesare sulla testa dei cittadini la gestione sciagurata di una politica che in tutti questi anni non ha saputo badare nemmeno a sé stessa” tuona il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, che aggiunge:

“Soluzioni così drastiche e penalizzanti non sono e non possono essere giustificate e, se adottate, non fanno altro che dimostrare la totale inadeguatezza dei soggetti interessati, Strada dei Parchi e Governo in carica, incapaci di trovare nei tempi e nei modi sperati la giusta e dovuta soluzione”.

Si attendono le mosse della Regione: previsto per martedì 14 un consiglio regionale straordinario proprio a tema Gran Sasso