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Centrale idroelettrica a Stiffe, c’è chi dice sì

Pioggia di osservazioni contro la centrale idroelettrica a Stiffe, ma ci sono i pareri favorevoli di diversi enti. Il punto dopo la riunione preliminare.

Riunione preliminare per il procedimento autorizzativo alla realizzazione della centrale idroelettrica a Stiffe, pesano i pareri favorevoli di Genio civile, Autorità di Bacino e Soprintendenza.

Si è tenuta questa mattina la riunione preliminare in vista della successiva Conferenza dei servizi per l’iter autorizzativo alla realizzazione della centrale idroelettrica nei pressi delle grotte di Stiffe. Oltre a funzionari e dirigenti dei dipartimenti ed enti coinvolti nella pratica, presenti rappresentanti del Comune di San Demetrio ne’ Vestini, tra cui il sindaco Silvano Cappelli. Il Comune ha ribadito la volontà di “preservare l’attuale habitat e gli aspetti ambientali, considerato che le grotte di Stiffe rappresentano un sito di importanza regionale e pertanto l’intervento non deve penalizzare la condizione ambientale attuale”. Penalizzazione effettivamente rilevata da Comitati e associazioni che hanno inviato numerose osservazioni, agli atti del procedimento autorizzativo.

Diverse le contestazioni al progetto, prima tra tutte il rischio concreto che la derivazione dell’acqua porti alla scomparsa delle cascate, con conseguente mutamento degli equilibri ambientali e paesaggistici. D’altra parte, però, il progetto ha già incassato da tempo il sì della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e Cratere, che ha espresso “parere favorevole a condizione che dove si intervenga con scavi a quote diverse da quelle già impegnate sia garantita l’assistenza da parte di un archeologo professionista”, in modo da poter sospendere i lavori in caso di ritrovamento di reperti. Anche per gli aspetti legati alla tutela paesaggistica, “si esprime parere favorevole a condizione che venga concordato con la scrivente Soprintendenza  tipologia, grana e posa in opera di intonaci e delle coloriture di facciata che dovranno ispirarsi, in ogni caso, ai toni riconducibili alle terre naturali e comunque non estranee alla tradizione locale”. Parere favorevole anche dall’Autorità di Ditretto dell’Appennino Centrale e dal Genio civile. Acquisito anche il nulla osta di Gran Sasso Acqua e Mediterranea Energia.

Insomma, a livello di autorizzazioni la società che ha proposto il progetto sembra stare in una “botte di ferro”, da verificare l’impatto delle numerose osservazioni giunte. Resta il fatto che ancora una volta le preoccupazioni principali relative all’impatto ambientale e/o paesaggistico emergono grazie a cittadini e associazioni, mentre la burocrazia continua a mostrare tutti i suoi limiti.

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