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Call center TUA: L’Aquila perde il servizio, non i posti di lavoro

Call center TUA da L'Aquila a Pescara, i chiarimenti dell'azienda in Commissione Vigilanza. Ma manca la parte politica, Smargiassi bacchetta D'Annuntiis: "Assente ingiustificato".

Riunione della Commissione Vigilanza sullo spostamento del call center TUA: arrivano i chiarimenti tecnici ma non quelli politici. E il presidente Smargiassi bacchetta D’Annuntiis: “Assente ingiustificato”.

Sono arrivati questa mattina in Commissione Vigilanza i chiarimenti per quanto riguarda lo spostamento del call center TUA, dopo la reinternalizzazione, da L’Aquila a Pescara. È mancato però un chiarimento politico. Come sottolineato in apertura di seduta dal presidente Pietro Smargiassi, infatti, mentre l’assessore Febbo era assente per precedenti impegni istituzionali comunicati alla presidenza, il sottosegretario Umberto D’Annuntiis ha sì comunicato la sua assenza, inviando al suo posto la funzionaria della regione Francesca Rasetta, ma senza precisare la natura del suo impegno. “Per quanto mi riguarda – ha precisato il presidente Smargiassinon basta, al termine della riunione riferirò al presidente del Consiglio Sospiri, perché per me si tratta di un’assenza ingiustificata“.

I lavori sono comunque andati avanti con il commissario Giorgio Fedele che ha illustrato il punto per il quale è stata richiesta la seduta, ricordando che inizialmente il servizio call center di TUA era a L’Aquila, con la controllata Sistema srl che è poi entrata in liquidazione con conseguente esternalizzazione del servizio affidato al call center di Avezzano, TecnoCall. Adesso il servizio torna dentro TUA, ma non a L’Aquila, bensì a Pescara. “Vorrei capire la posizione del Governo regionale – ha spiegato Fedele – e quella della dirigenza”.

Se per la posizione del governo regionale si dovrà attendere, viste le assenze di questa mattina, sono arrivati i chiarimenti dell’azienda. Prima però è stato Domenico Fontana per la Filc Cgil a ripercorrere le fasi della vertenza, con i 45 licenziamenti seguiti alla messa in liquidazione della Sistema srl: “In quel momento ci siamo concentrati a salvare il servizio, riuscendo a salvare 40 dei 45 posti di lavoro, attraverso un passaggio controllato dei lavoratori licenziati in una piattaforma nazionale, essendo stati internalizzati da TUA i servizi di biglietteria, ma non il call center, affidato alla TecnoCall”. Adesso anche il call center torna dentro TUA, ma non nella stessa sede dell’Aquila: “Ciò contraddice le parole, che si sono dimostrate parole al vento, dell’impegno politico sulle aree interne“.

Per TUA, il direttore generale Maximilian Di Pasquale, che ha sottolineato: “Mi aspettavo un plauso dai sindacati, perché non abbiamo tolto nulla, né a TUA né a L’Aquila, ma abbiamo revocato un affidamento esterno che non poteva più essere prorogato. I lavoratori di Sistema srl che prima erano al call center dell’Aquila sono già stati ricollocati ad altre mansioni, sempre a L’Aquila”. Lo spostamento, quindi, riguarda più che altro il servizio, non la “forza lavoro”, che rimane com’era, cambia la collocazione del servizio: “Le persone che a L’Aquila si occupavano del call center non ci sono più, visto che sono state ricollegate ad altre mansioni, quindi avremmo dovuto fare assunzioni, al momento scelta non praticabile, invece a Pescara c’era personale inidoneo alle precedenti funzioni (come ex autisti) che abbiamo potuto formare e utilizzare“. Tra le altre motivazioni, quella del sistema tencologico, a Pescara già implementato, che ha permesso all’azienda di tagliare questo tipo di costo in fase di reinternalizzazione.

A seguire l’intervento della dottoressa Francesca Rasetta, in sostituzione del sottosegretario D’Annuntiis, che però non ha potuto dare indicazioni di tipo politico, ricordando che “il sottosegretario da poco ha ricevuto la delega e sulle scelte tecniche l’Ente non può intervenire, mentre effettua controlli sugli atti o su scelte di natura strategica”. Nella stessa sede è stato sottolineato l’impegno della Regione alla internalizzazione, dopo le vicende di Sistema.

Il commissario Americo Di Benedetto, che ha chiesto anche chiarimenti sull’impatto della liquidazione di Sistema srl sui bilanci TUA, ha invece posto l’attenzione sui 5 lavoratori rimasti fuori dal “gioco” delle esternalizzazioni e reinternalizzazioni: “Il dramma più grande – ha infatti sottolineato Di Benedetto – sono quei 5 lavoratori che non sono stati reintegrati”, anche se gli altri, come sottolineato da Dino Pepe, hanno salvato il posto di lavoro solo con il passaggio al part time, che al momento tale resterà, come ammesso dal direttore Di Pasquale.

Sulla questione dei 5 lavoratori licenziati e non riassunti, però, una “potenziale” novità positiva: “Quei 5 lavoratori – ha spiegato la dottoressa Rasetta – non sono stati riassunti per mancanza di qualifiche sulla piattaforma nazionale, ma c’è ancora aperta la questione Sangritana che è una società distinta, ma i 5 lavoratori potrebbero partecipare a eventuali avvisi”. La conferma dal direttore TUA Di PAsquale: “Tra TUA e Sangritana c’è l’idea di valutare cosa si può fare per i 5 lavoratori, al momento sostenuti dagli ammortizzatori sociali (Naspi)”.

Insomma, al termine della riunione della Commissione è emerso che la reinternalizzazione del call center TUA ci sarà, e nella sede di Pescara (per i motivi aziendali chiariti dal direttore). I lavoratori precedentemente impegnati nel call center aquilano sono stati “spostati” ad altre mansioni, sempre a L’Aquila, mentre per i 5 lavoratori licenziati da Sistema e non riassunti da TUA c’è ancora la speranza di entrare in Sangritana.

Resta da registrare la posizione della maggioranza di Governo regionale. Come resta la contrarietà del M5S, espressa dal commissario Giorgio Fedele, all’operazione.

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