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Restituzione tasse sisma, richiesta di ulteriore proroga in attesa di soluzione del Governo

Ance, Api e Confindustria chiedono compatte un'ulteriore proroga. "Manca il supporto della classe politica". Incontro al Ministero a Roma l'8 maggio con tutte le parti.

Restituzione tasse sisma, pende sulle aziende del cratere la scadenza della proroga come una spada di Damocle.

Ance, Api e Confindustria hanno incontrato la stampa per lanciare il loro grido d’aiuto alla politica e per ribadire contestualmente la loro coesione come associazioni di categoria.

«Ora o mai più.» esordisce il Presidente dell’Ance, Adolfo Cicchetti.

«L’annosa questione della restituzione delle tasse non trova soluzione e siamo a richiedere un’ulteriore proroga. A conti fatti, nella provincia dell’Aquila, si contano 2000 posti di lavoro persi. Si evince come l’agibilità delle nostre aziende sia stata lesa e questo si riversa anche sull’indotto.»

«Siamo a ridosso di una scadenza elettorale rilevante: il rinnovo parlamento europeo. Ci auguriamo a questo punto la giusta interpretazione della norma per il “de minimis” – prosegue Cicchetti -. Per far sì che questo avvenga riteniamo che uno sforzo debba essere fatto ed è per questo che è importante l’associazione di categoria.»

 

Il ruolo del Governo

«Noi siamo la parte che subisce, non abbiamo potere.» ha dichiarato Ezio Rainaldi, delegato alla ricostruzione di Confindustria, il quale ha aperto la conferenza con un messaggio di cordoglio per la scomparsa prematura di Giuseppe Ioannucci.

«Siamo soli, soprattutto da un punto di vista politico.»

«Si rende necessaria l’interlocuzione con il Governo: l’8 maggio a Roma verranno ascoltate tutte le parti al Ministero. Noi vogliamo che i nostri politici vadano tutti coesi a difenderci. Ci sono 70/80 milioni in ballo e oltre 130 aziende da salvare. Le cartelle inviate dal Commissario per accertamento sono 350.»

“Siamo pronti ad azioni legali”

«Fondamentale la sinergia tra associazioni di categoria, ma siamo riusciti a tamponare solo alcune emergenze.» commenta Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale dell’Api.

«Non siamo giunti a soluzioni, siamo riusciti ad evitare il peggio ma non è risolutivo. Siamo dunque a chiedere ancora una proroga, l’ennesima, ma non possiamo vincere questa battaglia da soli. Ci vuole il supporto della classe politica: i 5 stelle ad esempio non sono mai stati presenti al tavolo della ricostruzione quando è necessaria una presenza politica al tavolo.»

«Il governo può fare molto ma possiamo ammettere senza paura di essere smentiti che fino ad oggi, in maniera trasversale, non è stato fatto molto – denuncia Mari Fiamma -. Ad ogni modo siamo pronti ad azioni legali qualora non si trovasse una soluzione.»

 

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