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L’Aquila, chiusura Corso Stretto: commercianti uniti pronti all’azione civile

Chiusura del Corso stretto, disagi a non finire nel centro storico dell'Aquila denunciati da commercianti, residenti ed associazioni di categoria. Mastropietro: «Se necessario andremo in Tribunale».

Chiuso il Corso Stretto, si aprono le polemiche all’Aquila e, questa volta, non si tira indietro nessuno.

Fronte comune tra commercianti, residenti e associazioni di categoria alle prese con un nuovo ostacolo alla viabilità e alla normalità di un’attività lavorativa, di cui, da tempo, si lamenta un’assenza di tutela, attraverso atti concreti e a breve termine.

Nella serata di ieri un’ambulanza in transito lungo l’area è rimasta bloccata a causa delle transenne, come riferito ai microfoni del Capoluogo da una residente del posto. I commercianti, di fronte alla nuova problematica sorta venerdì, chiedono il rispetto dei tempi previsti per il lavoro, affinché la chiusura del Corso Stretto non si prolunghi più della durata prevista.

«L’opera di messa in sicurezza del palazzo a rischio crollo lungo il Corso Stretto doveva essere concordata con i commercianti, ma così non è stato». È la denuncia a chiare lettere di Ugo Mastropietro, commerciante del centro storico aquilano, che annuncia come la categoria sia ormai pronta a intraprendere le vie legali contro i responsabili dell’attuale situazione in cui versano le attività del centro. Lavori in prossima esecuzione, con le transenne installate sul tratto in questione dalla serata di venerdì, «senza un percorso alternativo che permetta di arrivare presso le attività commerciali. Fattore, questo, che va a gravare sui proprietari dei negozi, già in difficoltà per le tasse e le spese da sostenere».

Una problematica «di vita», spiega ancora Matropietro alla redazione del Capoluogo. «Il tempo delle chiacchiere è finito. Come categoria abbiamo cercato in ogni modo possibile di dialogare ed avanzare richieste e necessità, non è servito a nulla. Stiamo affidando l’incarico ad un noto professionista del centro storico per costituirci parte civile contro i lavori, le tempistiche non rispettate, l’assenza di informazioni per tutti coloro che lavorano in centro, contro tutti i danneggiamenti subiti. Non possiamo ogni mattina ritrovarci il corso o le strade chiuse: tutto questo non ci permette di lavorare. Perché lavorare è un nostro diritto».

Un vero e proprio aut-aut da parte dei commercianti: «A questo punto o devono restiuirci i soldi investiti, chiudendo i negozi, o devono trovare una soluzione affinché il centro torni ad essere vivibile. Occorrono proposte concrete e subito, non da realizzare nel tempo. L’Aquila ha bisogno di vivere».

Corso Stretto, disagi per i commercianti aquilani al centro dell’assemblea a Roma

Proprio nella mattinata di oggi si è svolta a Roma il Consiglio Nazionale di Confcommercio, seduta interamente dedicata alle problematiche dei commercianti dell’Aquila e di tutti i crateri sismici. «Non è più tempo di ascoltare litanie senza azione conseguenti. Da oggi noi riprenderemo le tute mimetiche e usciremo dalle trincee e lo faremo insieme. Sarà un fronte unico, comune, un muro al quale dovranno convergere verità e azioni». Promette battaglia Celso Cioni di Confcommercio, a margine dell’incontro nazionale di oggi. «All’Aquila qualcuno non sa la fatica che ci vuole a sollevare una serranda oggigiorno, non sanno quanto pesa questa serranda. In gioco ci sono missioni di vita e c’è, al contempo, il futuro di un passato secolare».

Nel video le interviste a commercianti e residenti dell’area del Corso Stretto.

 

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