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Bertolaso, Berlusconi e Letta: “tre uomini da ringraziare”

Il deputato abruzzese Antonio Martino, nella seduta alla Camera sul decennale del terremoto, ha ringraziato Bertolaso, Letta e Berlusconi: fatto cose eccezionali

Sisma L’Aquila, il deputato abruzzese Antonio Martino, nella seduta alla Camera sul decennale del terremoto, ha ringraziato Bertolaso, Letta e Berlusconi.

«Sento da abruzzese, da dirigente di Forza Italia, di ringraziare tre uomini che con il loro lavoro in quei giorni e nei mesi successivi hanno fatto cose che a distanza di anni, confrontate con altre catastrofi, sono da considerarsi eccezionali».

È uno dei passaggi del deputato abruzzese Antonio Martino (Fi), intervenendo alla Camera dei deputati nella seduta sul decennale del terremoto del 6 aprile 2009 dell’Aquila.

«Mi riferisco a Guido Bertolaso, subito dopo il sisma capo della Protezione civile e commissario per l’emergenza, che ha trasformato quel modello di Protezione civile in un modello copiato e studiato in tutto il mondo – ha continuato Martino -. A Gianni Letta, dopo il sisma sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Berlusconi, che da abruzzese è stato, ed è oggi, ambasciatore dei grandi problemi della nostra terra. Ed infine, ma non per ultimo, al presidente, Silvio Berlusconi, che da uomo del fare in quei mesi da presidente del Consiglio dei ministri fece grandi cose, come quella di puntare tutti i riflettori del mondo sull’Aquila, dove decise di far svolgere il G8».

«Tutto ciò ci rende più che mai oggi orgogliosi della nostra storia – ha spiegato ancora – Oggi è importante più che mai, a 10 anni dalla tragedia dell’Aquila, essere vicini ai tanti abruzzesi che la notte del 6 aprile 2009 hanno vissuto un incubo che in pochi secondi ha cambiato la loro vita per sempre. Ma il ricordo non basta, bisogna capire cosa serve ancora per consegnare alla storia quel giorno e ripartire. Tante cose sono state fatte. La ricostruzione è ripartita, specialmente da parte dei privati, nettamente più avanti rispetto alla ricostruzione pubblica che rimane ancora purtroppo al palo».

«I mattoni si sono mossi, ma oggi l’emergenza di una città che tornerà più bella di prima è il lavoro che manca e sembra essere rimasto sepolto dalle macerie. Con il lavoro si acquisisce dignità, con il lavoro si guarda al futuro. È nostra responsabilità oggi dotare questo territorio di strumenti adeguati per stimolare l’economia di una terra piena di cultura, di natura e di bellezza.», ha concluso Martino.

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