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Avezzano, Asl1 rimborsa 23mila euro a una guardia medica

Importante sentenza del Tribunale di Avezzano: Asl 1 dovrà pagare 23mila euro a guardia medica marsicana. La cifra corrisposta riguarda: reperibilità domiciliare, indennità di rischio e assistenza h24.

23mila euro da parte della Asl 1 ad una guardia medica marsicana, come compensi aggiuntivi per reperibilità domiciliare, indennità di rischio e assistenza h24.

Il Tribunale di Avezzano, Sezione Lavoro, con la sentenza n.85/2019 ha confermato il decreto ingiuntivo relativo all’ordine di pagamento dei compensi maturati dal dottore, assistito dall’avvocato Fabio Di Battista.
La Asl aquilana aveva proposto opposizione al decreto ingiuntivo, sostenendo che tali compensi non erano dovuti.

La storia

Dopo il piano di rientro sanitario del 2008, l’Azienda datrice aveva sospeso il pagamento di alcune competenze aggiuntive, previste dall’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale. Inoltre, nello specifico dell’indennità di rischio la Regione Abruzzo, attraverso la delibera di Giunta n.398 del 2017, richiamando un provvedimento della Corte dei Conti in materia, aveva disposto la sospensione integrale del pagamento della stessa indennità, dando mandato alla Asl di recuperare quanto versato ai medici per il titolo.

Era stata la Asl 1 ad attivarsi per richiedere ai medici il pagamento degli anni passati, ma poi, a seguito dell’approvazione della Legge Regionale n.14/2018, aveva revocato il procedimento di recupero. Il Tribunale di Avezzano, tuttavia, ha rigettato l’opposizione della Asl 1, condannandola al pagamento delle spese di lite e fissando il termine ultimo di 60 giorni per il deposito della sentenza.

La linea seguita dall’avvocato Fabio Di Battista ha sostenuto come le competenze aggiuntive, previste dagli Accordi Integrativi Regionali, costituiscano un riconoscimento economico dovuto dall’Azienda Sanitaria, considerando, inoltre, il carattere particolarmente usurante dell’attività svolta dai medici della continuità assistenziale.

La decisione di riconoscere questi compensi aggiuntivi, per una cifra complessiva di 23mila euro, rappresenta un importante precedente giurisprudenziale, nell’ambito della tutela del diritto delle guardie mediche al pagamento dei compensi aggiuntivi maturati.

Compensi che trovano la loro giustificazione nella rischiosità del servizio svolto, oltre che in orari notturni, anche in giorni prefestivi e festivi, considerato, inoltre, che il loro impegno lavorativo si esercita presso ambulatori e strutture disseminate sull’intero territorio regionale, talvolta ubicati in zone di montagna isolate ed impervie e tutto questo anche a fronte del rischio professionale connesso alla gestione di patologie gravi e urgenti.

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