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Lutto nel mondo della Storia dell’arte, è scomparso Ferdinando Bologna

Lutto nel mondo della Storia dell'arte, è scomparso il Prof. Ferdinando Bologna.

Lutto nel mondo della Storia dell’arte, è scomparso il Prof. Ferdinando Bologna.

Storico dell’arte, nato a L’Aquila il 27 settembre 1925.

Dopo gli studi a Roma con P. Toesca, è stato, giovanissimo, funzionario della Soprintendenza di Napoli; è entrato poi in contatto con R. Longhi e ha fatto parte della redazione di Paragone, sin dalla sua fondazione (1950). Dal 1965 è stato professore ordinario di storia dell’arte medievale e moderna nell’università di Napoli.

Ha affrontato con larghezza di visione storica e culturale approfondite indagini sull’arte medievale e moderna, da Fontainebleau e la maniera italiana (mostra da lui curata con R. Causa a Napoli nel 1952), precoce analisi di un nodo decisivo per la cultura artistica europea, a La pittura italiana delle origini (1962; rist. 1978) e Novità su Giotto. Giotto al tempo della cappella Peruzzi (1968).

Un costante interesse per l’arte meridionale emerge nella sua ricerca, dalle mostre curate a Napoli (Sculture lignee della Campania, con R. Causa, 1950; Mostra del ritratto storico napoletano, 1955) e a Salerno (Opere d’arte nel salernitano dal XII al XVII secolo, 1955), agli studi: Francesco Solimena (1958); Roviale spagnolo e la pittura napoletana del Cinquecento (1959); I pittori alla corte angioina di Napoli, 1266-1414, e un riesame dell’arte nell’età fridericiana (1969); Il soffitto della sala magna allo Steri di Palermo e la cultura feudale siciliana nell’autunno del Medioevo (1975); Napoli e le rotte mediterranee della pittura. Da Alfonso il Magnanimo a Ferdinando il Cattolico (1977).

Ha ampliato il suo raggio di interesse alla storia delle idee in rapporto al fare artistico in Dalle arti minori all’industrial design. Storia di un’ideologia (1972), affrontando inoltre questioni metodologiche con il saggio I metodi di studio dell’arte italiana e il problema metodologico oggi (1979), per la Storia dell’arte Einaudi, e con La coscienza storica dell’arte d’Italia (1982), volume introduttivo della serie UTET Storia dell’arte in Italia (1980-88), da lui curata.

Ha proseguito la sua ricerca con monografie aperte su vasti contesti (Gaspare Traversi nell’Illuminismo europeo, 1980; L’incredulità del Caravaggio e l’esperienza delle “cose naturali”, 1992), mostre (Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, 1991), interventi nella poderosa impresa interdisciplinare Storia e civiltà della Campania (voll. 2°-3°, 1992-93).

 

Alla famiglia vanno le condoglianze della redazione de Il Capoluogo.

Ferdinando Bologna, il cordoglio del Sindaco Biondi

«È con profondo rammarico e viva costernazione che ho appreso della scomparsa del professor Ferdinando Bologna, illustre cittadino aquilano, professore emerito di storia dell’Arte medievale e moderna all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e già collaboratore di Roberto Longhi».

Con queste parole il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ricorda la figura del noto storico dell’arte.

«Studioso raffinato e illuminato, – ha proseguito Biondi – dal 1950 al 1958 è stato direttore della Pinacoteca Nazionale di Napoli, curandone il trasferimento nella sede del Museo nazionale di Capodimonte e il riordinamento scientifico e museografico, e ha ricoperto importanti cariche presso numerose istituzioni accademiche e culturali, quali, tra le altre, quelle di membro del comitato tecnico per la costituzione della facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Siena e del Consiglio nazionale dei beni culturali. E’ stato inoltre consigliere scientifico per la storia dell’arte all’Istituto italiano di Studi filosofici di Napoli e membro del consiglio scientifico dell’Istituto nazionale di scienze umane di Firenze. Nel 1950 è stato tra i fondatori della rivista “Paragone-Arte”, diretta da Roberto Longhi, di cui è stato a lungo redattore e collaboratore. Ha diretto per la casa editrice Utet di Torino, la collana “Storia dell’Arte in Italia”.  Nel 2003 ha fondato il periodico semestrale “Confronto. Studi e ricerche di storia dell’arte europea” ed è stato insignito di prestigiose onorificenze. In particolare, il 2 giugno 1998, ha ricevuto la Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura dal Presidente della Repubblica. Nel maggio 2016, in occasione della presentazione degli studi su Saturnino Gatti all’Aquila, ha ricevuto le Chiavi della Città. È stato autore di una sterminata produzione di saggi sui maggiori artisti, da Tiziano ad Antonello da Messina, dai maestri del Trecento a Caravaggio. Memorabile, come ricordavo, la sua ultima opera, “Saturnino Gatti. Pittore e scultore nel Rinascimento aquilano”, pubblicata nel 2015, che fa seguito all’altro, straordinario studio dal titolo “La Fontana della Rivera all’Aquila detta delle Novantanove Cannelle”. Uno studioso – ha concluso Biondi – che ha scritto alcune tra le pagine più suggestive e innovative della storia dell’arte, fornendo un contributo eccezionale al mondo della cultura. Da oggi la nostra Città, che perde uno dei suoi figli più insigni, è più povera. Alla famiglia esprimo il più profondo cordoglio da parte mia personale e della Municipalità tutta».

 Ferdinando Bologna, il cordoglio della Pezzopane

«Una brutta notizia ed una perdita incolmabile per la cultura italiana. Ferdinando Bologna è stato uno storico dell’arte di straordinaria competenza e lungimiranza. Capace di scoprire stili, scuole, comunanze artistiche e linguaggi pittorici come pochi. L’ho conosciuto molti anni fa,durante la presentazione del libro su Teofilo Patini e rimasi ammaliata dal suo stile e dal suo esporre idee complesse e ricostruzioni articolate con un linguaggio semplice e convincente. Ho partecipato ad incontri, eventi in cui lui era testimone eccezionale di alta cultura ed umiltà umana. In particolare ricordo una iniziativa con Monsignor Antonini al Convento di Ocre dove ascoltai parole illuminanti sulla pittura medievale. Con lui ho scoperto Saturrnino Gatti e lo splendido libro edito da Textus e da lui curato, dedicato proprio al maestro Saturnino Gatti, risulta un suo ultimo e generoso dono alla cultura ed all’arte del nostro territorio. Un uomo come pochi che mancherà alla cultura italiana ed internazionale. A suo figlio Mauro ed a tutta la sua famiglia le mie sentite condoglianze».

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