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Marta Valente, la sua seconda vita dopo le 23 ore sotto le macerie dell’Aquila

Marta Valente rimase sotto le macerie del sisma dell'Aquila 23 ore. Ecco cosa fa ora: una rinascita ma con un briciolo di amarezza. "Senza tutela dallo Stato"

L’Aquila – Quello di Marta Valente è un nome che è rimasto impresso nelle menti di tantissimi aquilani e non, fra quanti seguivano con angoscia e speranza le ricerche dei dispersi nelle ore successive alle 3.32 del 6 aprile 2009.

Marta Edda Valente rimase sepolta 23 lunghe ore sotto le macerie della palazzina in cui risiedeva all’Aquila, la notte del 6 aprile 2009.

All’epoca studentessa fuori sede, Marta Valente oggi è una donna di 34 anni, solare e positiva e racconta la sua seconda vita a Enrica Di Battista, per Ansa.

marta valente

Ora vive nel Teramano, dove è nata, è ingegnere gestionale e nel tempo libero fa la ‘coach motivazionale’, ovvero aiuta gli altri a superare paure, difficoltà, momenti difficili.

Nonostante quello che ha vissuto però, Marta non ha mai ottenuto lo “status” di terremotata perché residente fuori dall’area del cratere.

“In termini economici questo ha significato, per la sua famiglia, sostenere autonomamente una spesa di oltre 100 mila euro, tra diversi interventi chirurgici, fisioterapia, cure e spese varie. La giovane, ricorda il suo avvocato Tommaso Navarra, negli anni ha protestato per questo, rivolgendosi alle autorità, così come hanno fatto gli altri studenti fuori sede o lavoratori non residenti con invalidità riconosciuta. Nessuno ha ottenuto dei risultati” spiega Di Battista.

Per questo, a dieci anni dal sisma, Marta – che si è laureata nel 2010 a L’Aquila, è tornata a camminare nonostante le previsioni negative, è tornata ad una vita piena dopo quelle 23 ore di inferno – fa un appello alle istituzioni.

“Chi quella notte era all’Aquila, fuori sede, per il proprio studio, senza fuggire dinanzi alle scosse ma confidando nello Stato, non può rimanere ancora oggi senza tutela”, dice oggi Marta.

L’articolo completo dell’Ansa lo potete leggere qui

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