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L’Aquila e il Progetto Case, dieci anni di storia e polemiche

Dai balconi all'abbandono di rifiuti, dalle maxi bollette all'accoglienza dei terremotati di Amatrice e dell'Alto Aterno. 10 anni di Progetto Case a L'Aquila

L’Aquila – Dieci anni dopo, il Progetto Case resta l’intervento più evidente e diffuso sul territorio dell’Aquila dopo il sisma.

“Quando il provvisorio è per sempre” scrivevamo nel 2016, a proposito di Case, Map e Musp.

19 insediamenti (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili), costruiti nell’immediato post sisma,  costati oltre 700 milioni di euro, costituiti da 4.300 alloggi  e  1200 moduli abitativi provvisori (map).

Voluti dal Governo Berlusconi e dall’allora dipartimento di Protezione civile per dare un tetto a 15mila sfollati dopo il terremoto e tenere unita la popolazione dell’Aquila, nell’immaginario collettivo si intendevano come soluzioni legate all’emergenza del post sisma che, via via, sarebbero state riconvertite ad altri utilizzi o, chissà, smontate.

Un provvisorio che è diventato, anniversario dopo anniversario, sempre più definitivo nonostante a fasi alterne ritorni alla ribalta del dibattito cittadino che destino dovranno avere gli alloggi del Progetto Case.

Progetto Case L’Aquila, alloggi utilizzati anche per il post sisma Centro Italia

Una cosa è certa: l’utilità in fase emergenziale degli alloggi del progetto Case e dei map è stata ribadita anche nel post sisma del centro Italia.

Sono 19 i nuclei familiari laziali (Amatrice soprattutto) ospitati negli alloggi del progetto Case e 124 le famiglie che provengono dall’Abruzzo, la maggior parte da Campotosto, Montereale e Capitignano, colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017. Gli alloggi sono messi a disposizione grazie a una convenzione tra Comune dell’Aquila e le Regioni Lazio e Abruzzo, che ne sostengono le spese.

Di nuclei familiari aquilani, invece, nei progetti Case ce ne sarebbero circa 2.500: mancano però dati precisi in quanto l’ultimo report del settore assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila è datato marzo 2018.

Progetti Case L’Aquila, alla ribalta delle cronache per i balconi

I progetti Case aquilani sono balzati alla ribalta delle cronache nazionali in due momenti: all’inaugurazione del 29 settembre 2009, con Silvio Berlusconi che consegnò le chiavi del primo alloggio, a Bazzano, nel giorno del suo compleanno – e nel settembre del 2014, quando si verificò il crollo del primo balcone in un alloggio di Cese di Preturo.  

Appena nove giorni dopo il primo cedimento, crollò anche il soffitto di un alloggio del villaggio provvisorio di Colle di Roio, probabilmente a causa delle infiltrazioni d’acqua . Lultimo crollo di balconi poche settimane fa: tre, sempre a Cese di Preturo.

balconi preturo

Il processo sui balconi è uno dei simboli del post sisma aquilano: è in corso di svolgimento a Piacenza, dov’è stato contestato il reato più grave alla Safwood, ditta del posto fornitrice del legno utilizzato al Progetto CASE. Dall’Aquila, quindi, il processo è stato spostato a Piacenza, ma l’udienza preliminare relativa era slittata a fine gennaio, dopo oltre un anno dal trasferimento degli atti a Piacenza. Tra le altre contestazioni alle ditte, componenti dell’ex commissione Grandi rischi, funzionari del Comune, progettisti e direttori dei lavori, frode nelle forniture, omesso controllo, truffa e altri reati.

L’ombra della prescrizione è sempre più lunga: cade a metà del 2019.

Progetto Case L’Aquila, non solo balconi: degrado e rifiuti abbandonati

Sulle cronache locali, invece, i complessi abitativi dei progetti Case ci finiscono spesso.

Non solo per gli sgomberi di diversi nuclei familiari, avvenuti nel corso degli anni per questioni di sicurezza – successe due anni fa a Coppito 2, con lo sgombero di 23 famiglie – ma anche per infiltrazioni – a Paganica 2 – abbandono di rifiuti ingombranti e pericolosi

Progetto Case Sassa NSI nel degrado
Progetto Case Sassa NSI nel degrado

Un vero e proprio cahier de doleances quello che riguarda gli alloggi del post sisma e che non esclude anche episodi di delinquenza: è il caso di Tempera dove, nel 2014, venne scoperta e smantellata una centrale di spaccio proprio al progetto Case. 

Per non parlare, poi, degli alloggi abbandonati: nelle piastre abbandonate di Sassa più volte i nostri lettori ci hanno segnalato atti di vandalismo e vere e proprie “zone franche” inavvicinabili di notte.

progetto case sassa scalo

A Sant’Antonio, quello più centrale rispetto al nucleo originale della città, non va meglio: i residenti delle piastre 9 e 11 del complesso abitativo continuano a segnalare il ritrovamento di tantissime siringhe, appena usate e lasciate sul posto.

Progetto Case L’Aquila, capitolo maxi bollette

Quello delle maxi bollette è un capitolo lungo e, a quanto pare, senza fine: avevamo provato nel 2016 a riassumere la genesi di questo problema con una intervista a Giustino Masciocco.

Da allora, qualcosa è cambiato: nell’ottobre scorso è ripresa l’emissione delle bollette con il calcolo della spesa per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria in base ai consumi reali. Prevista la rateizzazione del pregresso e un nuovo metodo di quantificazione dei costi delle forniture. Ma anche qui qualcosa è andato storto.

A dicembre 2018 arrivano nelle cassette della posta di decine di famiglie bollettini sbagliati: in particolare, ad essere sbagliati sono quelli relativi ai consumi di gas metano del primo semestre 2017 del progetto Case.

Un banale errore di stampa che però, oltre a un po’  di confusione, non arreca grossi danni ai contribuenti. Contribuenti che, affermò a gennaio il sindaco Biondi, hanno risparmiato un milione di euro sulla questione bollette., che era stato invece richiesto a titolo di interesse. Un capitolo che, presumiamo, non vedrà a breve la parola fine.

Progetto Case L’Aquila, set cinematografico e il ritorno di Berlusconi

Loro 2″, il film di Paolo Sorrentino, avevo visto nel 2017 il progetto Case di Sassa Scalo come set cinematografico. Non poteva essere altrimenti, visto che la pellicola è dedicata a uno dei personaggi che più di tutti ha spaccato il BelpaeseSilvio Berlusconi.

paolo sorrentino

Ed è proprio Berlusconi a fare ritorno, ultimamente, lì dove era iniziato tutto: in un Progetto Case, stavolta a Sant’Antonio, il 26 gennaio scorso. L’occasione per tornare a L’Aquila per la prima volta dopo la fine dell’emergenza sisma è stato il 25′ anniversario di Forza Italia e l’imminente campagna elettorale per le Regionali prima, e per le Europee poi.

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