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Marzo, la primavera tra leggende e curiosità

Il contributo di Eraldo Guadagnoli su leggende e curiosità della primavera per salutare il mese di marzo.

Salutiamo il mese di marzo con un contributo di Eraldo Guadagnoli: la primavera tra leggende e curiosità.

Tempo fa, sfogliando in soffitta tra vecchie riviste, mi sono imbattuto in un articolo che ha destato in me una particolare attenzione. L’argomento di per sé non era uno di quelli che riguardano il mio interesse per la letteratura, la poesia o l’arte in genere. Si trattava di una serie di domande che venivano rivolte a uno scienziato, relativamente ai moti di rotazione e rivoluzione terrestre, citando anche l’espressione equinozio di primavera.

Credo che tutti quanti sappiamo di cosa si tratti e a quale giorno venga associato, il 21 marzo. Orbene, in qualche modo, i più curiosi diranno che questa data coincide con qualche tradizione pagana, una delle quali si è trasferita nella cultura anglosassone e che corrisponde alla Vigilia di Ognissanti: la notte di Halloween. Ma anche l’equinozio di primavera rientrava in un calendario precristiano, e riguardava una festa considerata un Sabba minore.

Non staremo qui a dilungarci troppo in temi troppo lontani a noi come cultura di origine, anche in mancanza di una tradizione scritta. Ma nella nostra penisola l’avvento della primavera, che coincide oggi con la data del 21 marzo, nei popoli italici aveva un altro significato: era il cosiddetto Ver Sacrum dei latini, un rituale che veniva attuato quando si manifestava l’esigenza di occupare un altro territorio, per problemi di sovrappopolamento.

Curiosando oltremodo tra le pubblicazioni, notiamo che marzo era il primo mese del calendario istituito da Romolo; l’anno aveva dieci mesi in tutto (detti lunari) e contava poco più di trecento giorni. Questo perché i mesi cosiddetti invernali non venivano affatto calcolati. La mitologia ci viene in aiuto, poiché era credenza comune che la Dea Madre, nel momento in cui Proserpina scendeva nell’Ade, faceva morire la vegetazione e scendere le temperature, e per questo giungeva il periodo del vernum (oggi inverno).

Marzo però non è solamente equinozio, ma presenta altre date che nella storia hanno significato qualcosa e al giorno d’oggi rivestono una certa importanza. Prendiamo ad esempio il giorno otto marzo: indubbiamente la sua introduzione, come ricorrenza per dare valore al ruolo della donna e alle sue conquiste sociali, ha un preciso significato; ma è anche assodato che in pochi sanno il motivo per cui questa ricorrenza ha preso un giusto posto nel calendario. Anche se i mass media hanno esaltato gli episodi della fabbrica di New York o la repressione a metà Ottocento da parte della polizia di un corteo di operaie, la versione più credibile è quella relativa a una manifestazione guidata da donne, avvenuta a San Pietroburgo nel 1917, per dire no alla guerra. La reazione del governo dello zar fu tremenda e per questo, qualche anno dopo, l’Internazionale Comunista decretò l’8 marzo come festa per ricordare le operaie coraggiose prima, la donna in generale poi; e successivamente, venne introdotta anche in Italia.

Ma marzo registra anche un altro importante avvenimento: il 19 marzo per antonomasia è la festa del papà, in quanto associato al giorno di San Giuseppe, padre di Gesù. Anche se è assodato che questa data ha acquisito la sua importanza in pieno XIX secolo, ben pochi sanno che i primi a festeggiarla furono i monaci benedettini, poco dopo l’anno 1000 e solo nel Seicento la Chiesa la estese a tutti gli ordini religiosi.

Tornando indietro con l’orologio della storia, marzo è rimasto nella mente di molti come il mese in cui venne assassinato Giulio Cesare: le Idi di marzo, che corrispondono al giorno 15 del calendario che proprio Cesare stesso aveva fatto adottare poco tempo prima, sono associate infatti al delitto del grande condottiero, che per millenni avrebbe fatto parlare di sé. Per tutto quanto concerne il resto della vita del personaggio, credo che siano stati già versati abbondanti fiumi d’inchiostro e quindi soprassediamo.

Come non dimenticare che a marzo sia avvenuto un evento importante, per la storia del Risorgimento? Infatti, proprio il 4 marzo 1848, Carlo Alberto di Savoia emanò quello che passò alla storia come Statuto Albertino e che, neanche a farlo apposta, il 17 marzo 1861 divenne la prima Costituzione del Regno d’Italia. E anche in questo caso, non ci immergiamo oltre in dotte valutazioni che sarebbero compito di emeriti giuristi e persone più competenti.

Ma a conclusione, vorrei ricordare qualcosa che è importante per l’Abruzzo e un personaggio legato al suo capoluogo e agli eremi disseminati lungo tutta la regione: mi riferisco a fra’ Pietro Angelerio, poi papa Celestino V, che il giorno 22 marzo 1275 ricevette da Gregorio X la conferma della Congregazione dei Celestini e la sanzione a esserne il capo. Un evento di non poca importanza per un personaggio che ha segnato la storia della nostra terra e che, nonostante la sua nota riservatezza e la volontà di cercare eremi sempre più inaccessibili, fa sempre parlare di lui, in qualche modo.

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