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Fagnano, Dieci anni dopo: tra il silenzio dei cantieri ed il Sirente che aspetta paziente

Dieci anni dopo il 6 aprile 2009, nel Comune alle porte della Valle Subequana. La ricostruzione ed il silenzio nella terra che "mal s'addice alla fretta".

Fagnano Alto – Alle porte della Valle Subequana, il silenzio dei cantieri e l’odore della primavera a dieci anni dal 2009

Termine, Frascara, Campana, Opi. E ancora: Pedicciano, Ripa, Vallecupa, Castello. Sono solo alcune delle frazioni che compongono il comune sparso di Fagnano Alto, la porta d’ingresso dell’affascinante Valle Subequana.

Fagnano, al confine del Parco Nazionale del Velino-Sirente, così come la lontana Tornimparte, è un esempio di persistenza del sistema abitativo italico caratterizzato da un Pagus (comprensorio/distretto) formato dai diversi Vici (i singoli centri abitati). Considerata la natura montuosa del nostro territorio, questo sistema abitativo ha persistito nei secoli, passando dall’età romana all’Alto Medioevo fino a giungere ai giorni nostri nella forma di “comune sparso“.

Fagnano Alto Castello di Fagnano Campana Gran Sasso montagna ponte romano

Fagnano Alto, il guardiano del Ponte

Arrivando dall’Aquila e scendendo giù nella conca da Vallecupa, frazione di Fagnano e sede del Municipio, superato il passaggio a livello si arriva nella suggestiva Campana, frazione che deve la sua notorietà all’imponente ponte romano, unico ingresso al paese che segna la fine della conca aquilana e fa da porta alla valle Subequana. Il ponte risale all’epoca dell’Imperatore Claudio che ne fece costruire ben 43 sull’Aterno e nell’impervia valle di Acciano ne furono costruiti 12: quello di Campana è il primo. A fare la guardia c’è un bellissimo soldato bianco, l’ultimo di una storia lunga un millennio, fatta di commercio e dazi per il passaggio. Ed anche lui, scodinzolando, chiede il giusto dazio per poter passare: una carezza.

Fagnano Alto Castello di Fagnano Campana Gran Sasso montagna ponte romano

A fare compagnia a questa “guardia bianca”, due magnifici maremmani. Qui il tempo scorre più lentamente, il fiume Aterno lo scandisce al ritmo delle stagioni e la vita odora di una libertà che, nonostante il suo profumo, nella primavera del decennale dal sisma del 2009 non riesce ad alleggerire il peso dei ricordi e delle cicatrici che L’Aquila ed i suoi castelli portano ancora addosso.

Fagnano Alto Castello di Fagnano Campana Gran Sasso montagna ponte romano

Pochi passi e si è in piazza San Giovanni, sede dell’omonima chiesa settecentesca dedicata all’Apostolo. Il silenzio regna sovrano, i pochi cantieri sono chiusi (è pur sempre sabato pomeriggio), ma la gru che svetta sul paese rassicura: qualcosa si muove.

Fagnano Alto Castello di Fagnano Campana Gran Sasso montagna ponte romano

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Fagnano Alto, la ricostruzione che procede

«Nel giugno del 2015, appena insediata la nostra nuova amministrazione comunale – racconta il Sindaco Francesco D’Amore – la ricostruzione a Fagnano era praticamente ferma. Ancora non partiva nulla all’interno dei centri storici e ci siamo dovuti mettere immediatamente a lavoro per istituire la graduatoria delle prime fasce. Siamo riusciti a far partire ben 17 comparti in quasi 4 anni e ne abbiamo ancora 6 che dovremmo avviare entro l’estate». «Proprio in questi giorni abbiamo dato la possibilità di presentare i progetti per la seconda fascia e con un lavoro meticoloso siamo riusciti ad ottenere quasi un milione di euro per la ristrutturazione del Ponte romano a Campana, un altro milione di euro per affrontare il dissesto idrogeologico di Ripa e 100 mila euro dalla Provincia dell’Aquila per risistemare la strada tra Termine e Castello».

Fagnano Alto, il Castello che domina le valli

Distrutto già dagli assalti del capitano di ventura Fortebraccio da Montone, nel 1423, e diciannove anni dopo dalle truppe di Alfonso I d’Aragona, nel 1703 il castello di Fagnano crollò quasi del tutto, atterrato dalla furia del sisma che nel giorno della Candelora rase al suolo la città dell’Aquila e tutto il suo contado. Si conservarono in parte le torri e la pianta ellittica delle mura, provate, ancora una volta, dal sisma del 6 aprile 2009. A dieci anni dal terremoto l’ingresso del castello appare così, maestoso.

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Il borgo, che come si può vedere nella ricostruzione 3D fatta da http://valledellaterno.it/torri-e-castelli/, è un vero e proprio recinto fortificato ed è la frazione più alta del comune di Fagnano Alto, situata a 900 metri sul livello del mare. Regala una vista mozzafiato: a Nord il Gran Sasso, ad Est il Sirente.

Fagnano Alto Castello di Fagnano Campana Gran Sasso montagna ponte romano

Sotto di noi la Valle, e le case ancora scoperchiate da un terremoto che, implacabile, continua nei secoli a colpire gli Appennini centrali.

Fagnano Alto Castello di Fagnano Campana Gran Sasso montagna ponte romano

Da qui in alto però le gru si vedono, il rosso delle reti dei cantieri si vede, c’è anche qualche camion parcheggiato, ci sono le impalcature sulle case. La ricostruzione procede. E come canta Giovanni Lindo Ferretti in Cronaca Montana: “Terra di passo, di sella, di slitta mal s’addice alla fretta: sa che tutto passa e tutto lascia traccia“, e l’ingresso di questa valle è una terra che “non s’addice alla fretta.

Sa che tutto passa, proprio come i terremoti, e sa che tutto lascia traccia, come ricordano da dieci anni le macerie e le impalcature. Anche questa volta chi abita gli Appennini si è rimboccato le maniche, e sta ricostruendo il proprio tetto, la propria storia, la propria vita.

Sotto il Sirente innevato che, silenzioso e paziente, sembra stare lì fermo, solido, a ribadire che nonostante il terremoto, nonostante le difficoltà, nonostante il peso dei ricordi e le paure…noi da questa terra non ce ne andremo mai.

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