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Regione Abruzzo, Nessun aumento di spesa: l’Ufficio di Presidenza taglia i costi dei Consiglieri

Tagliate le spese e gli stipendi, la Regione Abruzzo non dovrà affrontare costi aggiuntivi per l'ingresso dei cinque nuovi consiglieri regionali

L’Aquila – Tagliati i costi degli stipendi dei Consiglieri Regionali e ridotto il budget per l’assunzione dei collaboratori, la Regione Abruzzo non aumenterà le spese per l’ingresso dei cinque nuovi Consiglieri

 

L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la delibera che, attraverso un riequilibrio della spesa, consente di non generare nuovi esborsi legati al provvedimento di surroga degli assessori regionali. La decisione è stata presa all’unanimità da tutto l’Ufficio, formato dal presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, dai vice presidenti Roberto Santangelo e Domenico Pettinari, e dai consiglieri segretari, Sabrina Bocchino e Dino Pepe. La spesa del Consiglio rimane quindi invariata nonostante l’ingresso di cinque nuovi consiglieri che hanno ricoperto gli scranni lasciati vacanti dagli eletti chiamati al ruolo di assessore. Il provvedimento prevede il taglio di alcune voci di bilancio, tutte inerenti la componente politica del Consiglio regionale, senza alcuna ricaduta sul personale e sulle funzioni di servizio dell’Assemblea. Sarà decurtato del 10% il fondo di funzionamento dei gruppi consiliari, del 5% il costo delle segreterie politiche, con un’ulteriore riduzione del budget assegnato ai gruppi per l’assunzione di personale a tempo indeterminato (parametro nazionale) da 57.900 a 53.000 euro l’anno per ciascun consigliere. Il taglio interesserà anche le indennità mensili dei consiglieri che passano da 6.600 a 5.400 euro lordi, con una riduzione del 18%.

«Ringrazio tutti i componenti dell’Ufficio Presidenza – ha dichiarato Sospiri a margine dell’approvazione dell’atto – per aver deciso in maniera compatta, dimostrando grande senso di responsabilità e lungimiranza. Il provvedimento approvato elimina i maggiori costi altrimenti previsti dalla legge 25 del 2018, stimati in 714.000 euro, non minando in alcun modo l’operatività del Consiglio e della Giunta»

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