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Decennale terremoto, le aziende farmaceutiche donano un’ambulanza

Un'ambulanza per la comunità, per non dimenticare e per i servizi sanitari. È il dono delle aziende farmaceutiche del territorio, Menarini, Dompé e Sanofi, a 10 anni dal sisma.

A dieci anni dal terremoto le industrie della salute scendono in campo per L’Aquila. Le tre aziende farmaceutiche Dompé, Menarini e Sanofi donano un’ambulanza alla comunità.

1000 dipendenti per un territorio che conta poco più di 70mila abitanti, un dato rilevante nello scenario della capacità occupazionale dell’aquilano nel settore farmaceutico.

Sono i numeri a testimonianza di quanto le aziende riescono a dare al comprensorio e alla sua gente, nel giorno in cui in città arriva una nuova prova del legame che unisce le tre industrie farmaceutiche alla terra aquilana.

Questa mattina l’incontro all’Aquila tra i rappresentanti delle aziende, i cittadini e le istituzioni, per la consegna ufficiale del contributo di 50mila euro, finalizzato all’acquisto di una nuova ambulanza per la Asl1.

Un gesto che pone le basi di un ricordo continuo e di un impegno destinato a protrarsi nel tempo. Un’autoambulanza per percorrere la strada di un futuro migliore, senza dimenticare quanto già fatto – attraverso l’impegno delle aziende farmaceutiche, site negli stabilimenti di L’Aquila e Scoppito – e quanto ancora c’è da fare.

«Le aziende oggi qui ben rappresentate – l’esordio del sindaco Pierluigi Biondi – non sono soltanto garanzia di un importante numero occupazionale. Si tratta, infatti, in questo caso, di un lavoro assicurato, dignitoso, di altissima qualità, che ha contribuito e tuttora contribuisce a fare la fortuna del nostro territorio». Poi l’immancabile ringraziamento ai rappresentanti aziendali, per aver scelto di restare all’Aquila: «Dopo il terremoto – continua Biondi – voi, come aziende, non siete soltanto rimaste in città, ma avete deciso di investire sul territorio, rispettivamente ad ambiti strategici quali la ricerca, la conoscenza e la formazione. Un segnale che deve servire da insegnamento anche alla politica, perché pur essendo aziende che operano nello stesso mercato, quindi “concorrenti”, avete scelto di unirvi per dare un concreto contributo alla ricostruzione, oggi soprattutto nell’ambito sanitario. La vostra donazione servirà a sostenere i servizi dell’azienda sanitaria».

Aziende Farmaceutiche, Menarini

Presente in qualità di amministratore delegato del Board Menarini Lucia Aleotti. «Il terremoto oltre ad aver, inevitabilmente, cambiato la vita di tutti ha cambiato anche l’ordine delle cose: si è perso il senso dei ruoli, tutti si sono indirizzati verso l’unica strada possibile: ripartire. Noi abbiamo cercato, a livello di impresa, di non perdere mai l’umanità. Molte famiglie della Menarini russa si sono offerte di ospitare le famiglie aquilane, abbiamo organizzato la raccolta fondi per i nostri dipendenti della sede aquilana, numerose iniziative rivolte ad aiutare chi aveva perso tutto. A tutto ciò si è affiancato il silenzioso sostegno dell’azienda stessa, che oggi risponde ancora presente, al di là delle parole spese dalla stampa. Venite all’Aquila, venite a vedere cosa vuol dire essere aziende farmaceutiche».

La Menarini, con i suoi 80 milioni di confezioni, secondo le stime di produzione attese nel 2019 (il doppio rispetto alla produzione dell’anno 2009 ndr) «è l’esempio della situazione che attraversa il settore farmaceutico in Italia, ad oggi primo in Europa, dopo aver superato la Germania».

A dieci anni dal sisma: Dompé.

Sergio Dompé, Presidente e CEO dell’omonimo Gruppo, ha usato parole di ringraziamento e di elogio per la «capacità di reazione degli aquilani, delle forze dell’ordine, dei tecnici ed impiegati comunali». «Grazie a loro e al loro impegno – precisa – è stato possibile ripartire e non fermare la produzione. Grazie a loro oggi siamo qui a raccontare di un sito, quale quello Dompé dell’Aquila, cresciuto e che può vantare: da un lato la produzione a livello globale della forma ricombinante di NGF, Nerve Growth Factor, molecola frutto della ricerca italiana, divenuta terapia di trattamento di una grave malattia rara e, dall’altro, l’attività del più grande granulatore in uso a livello internazionale».

Sanofi Italia

Il Presidente e Amministratore delegato di Sanofi Italia Hubert de Ruty ha ricordato l’immediato post sisma. «Il terremoto ha condizionato fortemente il rapporto tra la nostra azienda e il paese. Noi c’eravamo ieri, ci siamo oggi e ci saremo domani. La produzione è stata riavviata soltanto 21 giorni dopo il sisma e 5 mesi dopo l’evento calamitoso abbiamo inaugurato un complesso residenziale temporaneo per 500 persone, che ha ospitato non solo collaboratori, ma anche tanti concittadini che hanno potuto trovare alloggio e spazi di socialità, in un contesto molto delicato. Insieme a Menarini e Dompé oggi siamo qui per guardare al futuro».

Aziende farmaceutiche per L’Aquila: le parole del governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

A conclusione dell’incontro con stampa e cittadini l’intervento del neo Presidente della Regione, Marco Marsilio. «Contro l’esodo in corso in una città colpita dal terremoto, si è proposto l’impegno di queste aziende farmaceutiche, che mai hanno fatto mancare la loro vicinanza all’intera comunità. Ancora portiamo i segni sulla pelle di quanto distrutto dal sisma, ma la capacità delle aziende di fare sistema è stata determinante nell’offrire non solo un ruolo di primo piano nell’assistenza immediata, ma anche e soprattutto prospettive per un futuro ancora possibile, in virtù della scelta di riaprire subito l’attività e riavviare la produzione».

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