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L’Aquila, Palazzo Napoleone pronto per la riconsegna dopo i lavori Unirest

Pronto per la riconsegna Palazzo Napoleone, gioiello storico e architettonico dell'Aquila. Lavori di ricostruzione e restauro a cura Unirest.

L’Aquila che rinasce lo fa rimettendo a posto i pezzi della sua storia. Presto un tassello in più, con la riconsegna di Palazzo Napoleone.

Tutti lo ricordano come sede della storica Libreria Ferri, ma oggi l’edificio, fra via Cavour e via degli Scardassieri, si ripresenta alla città di L’Aquila, dopo i lavori a cura di Unirest, che hanno cercato di restituire all’edificio i tratti del suo aspetto originario.

Due anni e poco più di lavori, iniziati nel 2016. Il progetto di ricostruzione era stato presentato da Unirest nel 2012.«Palazzo Napoleone fa parte del consorzio di Palazzo del Capitano, costituito da sei unità strutturali. Il progetto di ristrutturazione, da parte nostra, ha riguardato due unità strutturali, per le quali il nostro intero intervento è stato coordinato con gli altri progettisti», spiega ai microfoni del Capoluogo l’ing. Eleonora Laurini.

Palazzo Napoleone, un ritorno alle origini.

Dopo l’attività di recupero dell’edificio dal punto di vista statico, si è proseguito con una ristrutturazione gentile nel conservare e nel ripristinare quelle tracce storiche che il tempo aveva portato via con sé. A partire dalle specchiature. «Il celeste tenue delle specchiature – continua l’ingegnere Eleonora Laurini – corrispondeva al colore originario, a cui è stato possibile risalire grazie alle indagini di ricerca di Soprintendenza e dei restauratori Unirest. Una tinta restituita anche alle fughe del bugnato».

Nella parte superiore del Palazzo, invece, predomina un rosa antico, anch’esso colore dell’originaria costruzione della struttura. Completamente ricostruito il tetto dell’edificio, dopo il crollo totale del cornicione esterno. Si è optato per un tetto non spingente, con un nuovo cordolo in acciaio e un lucernaio ad illuminare gli spazi.

L’interno di Palazzo Napoleone.

Varcando la soglia di Palazzo Napoleone il primo dettaglio che salta all’occhio è lo storico Pozzo “della sopravvivenza”, almeno così lo definisce l’ingegnere Francesco Laurini, in virtù del fatto che, storicamente, serviva a raccogliere acqua per l’approvvigionamento degli abitanti del Palazzo. Il Palazzo aveva subito ingenti danni dal sisma, con crolli parziali delle murature perimetrali e portanti. Il pozzo, ora ricostruito e chiuso alla base, era stato completamente sepolto dalla scala, anch’essa crollata con il terremoto del 2009. È stato, inoltre, inserito un vano ascensore per far sì che il Palazzo fosse adeguato anche nel merito del superamento delle barriere architettoniche.

Poi lo spazio rinnovato della Libreria Ferri, valore aggiunto, anche per importanza storica, di un palazzo testimone della vita di una città. «Non abbiamo solo pensato al miglioramento sismico. I lavori a Palazzo Napoleone hanno visto risistemazioni di pavimentazioni originarie, restauri di portoni storici, adeguamento del sistema elettrico e della luminosità. A mio avviso palazzi come questo non dovrebbero essere stimati solo secondo valori di mercato, quindi secondo i metri quadrati. Il valore storico va al di là di una grandezza materiale», sottolinea Francesco Laurini.

Al primo livello, nelle stanze, le volte, già visibili prima del sisma, i cui colori riprendono le tonalità esterne del Palazzo.

Al secondo piano, con vista su Roio e su una ricostruzione tuttora in corso, «un appartamento vero e proprio, oggetto da parte nostra di un lavoro minuzioso di eliminazione di quanto nel tempo aveva modificato l’aspetto originario dell’interno di Palazzo Napoleone. Tra i recuperi effettuati, alcune volte dipinte che con il sisma erano crollate o, comunque, si erano  lesionate. Tutte riprodotte nei loro colori originali», precisa Eleonora Laurini.

La storia, in un’epigrafe, di Palazzo Napoleone.

Non tutti sanno che Palazzo Napoleone anticamente aveva la funzione di una prigione cittadina. A testimoniarlo un’epigrafe, collocata all’ingresso dell’edificio stesso. «Nelle parti sottostanti del Palazzo – racconta l’ingegner Laurini al Capoluogo – c’erano le celle di un vero e proprio carcere cittadino. Infatti abbiamo ritrovato delle cavità che collegavano Palazzo Napoleone al Palazzo municipale. Cavità non ripristinate poiché l’opera non rientrava nel progetto di ricostruzione». La storia del Palazzo, del resto, è ricca. Un primo crollo parziale fu registrato già nel 1703, come tesimonia ancora l’epigrafe. Già nel 1709, però, la ricostruzione di Palazzo Napoleone fu ultimata. Una tempistica che fa riflettere, se messa a paragone con i tempi della ricostruzione odierna.

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