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L’Aquila, lavoro: la colpa dei 30 anni

Il lavoro che non c'è, soprattutto per i 30enni. A "Dillo al Capoluogo" nuova segnalazione di una mamma in cerca di occupazione.

L’Aquila – «Non sarò più giovanissima, ho 34 anni, ma nel mondo del lavoro mi sento una novantenne». L’amaro sfogo di una giovane mamma aquilana a “Dillo al Capoluogo”.

Tentativi vani, porte in faccia, due di picche. Comunque li si chiami il risultato è sempre lo stesso. Una ricerca di lavoro da parte di una donna, divorziata e madre di due bambini, che non trova sbocchi né possibilità.

Lavoro e realtà lavorativa difficile, questo il quadro della situazione in città, stando alle segnalazioni. La ricerca, poi, si fa più complicata, via via che aumenta l’età sulla carta d’identità, quasi come che avere 30 anni sia una colpa. «La più recente richiesta fatta, solo qualche giorno fa, è stata per una nota catena di supermercati, ovviamente non andata a buon fine».

«È stata soltanto l’ultima delusione in ordine di tempo. Eppure io ho sempre lavorato. Ho esperienza in diversi settori: sono stata geometra, ho gestito un’attività commerciale. A quanto pare, però, l’esperienza e la buona volontà non bastano, perché mi è stato fatto sapere: “Lei non rientra nella figura cercata”».

Lavoro, c’è ancora speranza.

Una situazione frustrante per la giovane donna, che inizia a sentirsi schiava di un’età oggettivamente giovane, ma che, per molte attività lavorative, viene scartata, poiché etichettata come over. «Tutto ciò è decisamente triste, ma io sono fiduciosa e spero in un futuro migliore per questo paese». Un domani più ricco, allora, di occupazione, anche per chi ha varcato la soglia dei trenta anni.

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Foto di solferino28.corriere.it

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