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Lavoratori ex Intecs in presidio davanti all’Inps, negata anche la Naspi

Ex lavoratori Intecs in presidio davanti all'Inps. La protesta per la sospensione della Naspi. La Fiom lancia l'allarme: "Emergenza sociale".

L’AQUILA – Protesta dei lavoratori ex Intecs davanti all’Inps, che ha sospeso l’erogazione della Naspi. La Fiorm Cgil: «Emergenza sociale».

Questa mattina gli ex lavoratori Intecs si sono riuniti in presidio davanti alla sede Inps dell’Aquila, in via dei Giardini, a seguito della sospensione della Naspi (l’indennità mensile di disoccupazione) da parte dell’ente.

Come spiegato al Capoluogo.it dal segretario generale della Fiom aquilana, Elvira De Sanctis, «ormai si tratta di una vera e propria emergenza sociale, si tratta di persone e famiglie che non hanno entrate per cui è importante evidenziare questo cortocircuito terrificante». Da una parte, infatti, resta sospeso quanto dovuto dall’azienda per l’ingiusto licenziamento, in quanto la stessa azienda è entrata in concordato preventivo, una fase piuttosto lunga nelle mani del Tribunale di Roma. Dall’altra, l’Inps sta comunicando l’interruzione dell’erogazione del sussidio di disoccupazione, in quanto ritiene che manchino i requisiti. Ma se mancano i requisiti, beffa nella beffa, per il sindacato il rischio è l’Inps richieda indietro quando finora erogato. Così, lavoratori senza stipendio e senza ammortizzatori sociali, si ritroverebbero nelle condizioni di dover ridare indietro quel poco ricevuto nei mesi precedenti.

Il Direttore regionale Inps, Valeria Vittimberga, e il Direttore provinciale Vittoriana Saltarelli, hanno poi incontrato una delegazione di lavoratori: «L’incontro si è svolto in un clima estremamente collaborativo e l’Istituto ha espresso vicinanza ai lavoratori in questo particolare momento di difficoltà. I lavoratori Intecs ed i loro rappresentanti hanno potuto esporre dettagliatamente le proprie ragioni ed il vertice dell’Inps abruzzese, nel ribadire i propri vincoli normativi, ha comunque garantito ogni possibile approfondimento presso i propri uffici centrali, da effettuarsi entro breve tempo, al fine di pervenire a soluzioni che limitino il più possibile il disagio sociale che scaturisce dalla vicenda Intecs».

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