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L’Aquila, Biondi non cede: o soldi dal Governo o arriva il commissario

I soldi sembrano non arrivare e non si placa la tensione tra Comune e Governo: si fa concreto il pericolo commissariamento

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I soldi non arrivano e Pierluigi Biondi non sembra mollare. O il Governo stanzia i 10 milioni o sarà un commissario prefettizio ad alzare le tasse per gli aquilani

Non sembra voler mollare il braccio di ferro tra Comune e Governo, il sindaco dimissionario Pierluigi Biondi. Con una nota stampa, che segue quella dai toni più concilianti di ieri pomeriggio, il primo cittadino dell’Aquila torna a ribadire: “O arrivano i soldi dal Governo o arriva il commissario prefettizio“.

«I miei timori, purtroppo, erano più che fondati. Dal governo non sono arrivate le risposte che non il sottoscritto ma la città dell’Aquila attende, pazientemente, sin dal mese di dicembre», dichiara il sindaco Biondi.

«Confidavo che il Consiglio dei ministri, nonostante non fosse all’ordine del giorno della seduta di ieri, approvasse fuori sacco il cosiddetto decreto Etna, contenente misure, tra cui lo stanziamento di 10 milioni per il riequilibrio del bilancio comunale dell’Aquila, a favore delle aree terremotate di Abruzzo, Centro Italia, Sicilia e l’isola di Ischia.  – spiega Biondi – Nel pomeriggio di ieri è emersa anche la possibilità che il provvedimento potesse essere calato all’interno del decreto sblocca cantieri. Il testo, da quanto appreso, sarebbe ancora aperto sino alla fase di conversione ma non conosciamo la disposizione normativa che consentirebbe di scongiurare l’incremento della tassazione locale per gli aquilani. La faciloneria di alcuni esponenti del Pd che avevano bollato le mie dimissioni con termini come ‘farsa’, ‘bluff’ o ‘ingannevoli’, è stata presto confermata: non mi aspettavo nulla di più vista l’esperienza del 2016 quando, l’intero centro sinistra accettò, passivamente e con complice silenzio, il tardivo sblocco delle risorse dall’allora esecutivo targato Partito democratico, con il conseguente balzo della Tari del 20 per cento» sottolinea il sindaco. «O nel decreto, se mai arriverà, che fissa l’attribuzione dei fondi verrà inserita una previsione per il differimento dei termini per l’approvazione del bilancio comunale, oppure ribadisco che sarà un commissario prefettizio ad approvare lo strumento di programmazione finanziaria che genererà l’aumento di imposte e tributi per cittadini, famiglie e imprese per negligenze non attribuibili alla politica locale» conclude Biondi.

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