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Equinozio del 20 marzo, è arrivata la Primavera

Dal 20 marzo ha fatto ufficialmente ingresso la primavera con l'equinozio. Quest'anno l'equinozio coincide con il fenomeno della Superluna. La storia, le caratteristiche e il simbolismo del fenonemo.

Equinozio del 20 marzo, è arrivata la Primavera

 
Dal punto di vista astronomico, ieri, 20 marzo, ha fatto ufficialmente ingresso la primavera: l’equinozio (dal latino “aequinoctium”, composto da “aequus”, cioè “uguale” e “nox”, “notte” :notte uguale al dì) delle ore 22:58 ha segnato infatti l’inizio della nuova stagione.

Quest’anno l’equinozio di primavera è avvenuto in coincidenza con l’evento della Superluna.

Alle ore 02:43 della notte tra il 20 e il 21, la Luna ha raggiunto la fase piena, quindi a distanza di appena una manciata di ore rispetto al momento dell’equinozio.

Coincidenza che non avveniva dal 2000 e che si verificherà nuovamente non prima del 2030.

Equinozio di primavera: quando luce e buio si equiparano.

L’Equinozio di primavera è quello specifico momento in cui giorno e notte hanno la stessa durata e le forze della luce sono in fase di crescita, segnando la fine del freddo e del buio: è il momento in cui la linea d’ombra che divide la metà della Terra illuminata dal Sole da quella non illuminata notte taglia contemporaneamente Polo Nord e Polo Sud.

Più precisamente è il momento in cui il pianeta si trova a una delle estremità chiamata linea degli equinozi, il terminatore, cioè la linea che divide la parte illuminata (diurna) della Terra dalla parte che in quel momento è ancora in ombra (notturna) è perpendicolare all’equatore: passa cioè sia per il Polo Nord sia per il Polo Sud.

 

La storia

La prima festa di primavera conosciuta risale a 4700 anni fa in Egitto; era una ricorrenza legata all’agricoltura, i cui riti di fertilità furono inglobati dal Cristianesimo nei riti Pasquali.

La data convenzionalmente associata all’equinozio di primavera è il 21 marzo, data che fu decisa nel Concilio ecumenico di Nicea del 325 d.C. per calcolare la Pasqua cristiana e dalla quale partì l’ultima sistemazione del calendario gregoriano, che usiamo ancora oggi.

Questa collocazione non è comunque perfetta, come spiega all’Ansa Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai): il calendario misura 365 giorni per un anno, cioè un quarto di giro in meno di quanti la Terra ne compia su se stessa durante una rivoluzione completa attorno al Sole (fatta in 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 49 secondi). Significa che accumuliamo ritardo per 3 anni e poi recuperiamo tutto aggiungendo 1 giorno ogni 4 anni.

Questo ritardo comporta che ogni anno il momento dell’equinozio di primavera sia in un orario diverso rispetto al precedente e può così cadere in un giorno compreso tra il 19 ed il 21 marzo.

 

Equinozio, perché non avviene mai nella stessa data

Il calendario gregoriano è di 365 giorni e non rispecchia l’anno siderale, ossia l’effettiva durata dell’orbita della Terra attorno al Sole, che è di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi.

Per compensare la differenza è stato introdotto il sistema degli anni bisestili, che prevede l’aggiunta di un giorno alla fine di febbraio, in generale per tutti gli anni non secolari (che non segnano il passaggio di secolo) e divisibili per 4: questa soluzione offre una buona approssimazione, ma è comunque un’approssimazione.

Per fare tornare i conti la regola non è stata rispettata per il 2000, che è stato bisestile: questo però sta provocando un graduale slittamento all’indietro degli eventi del calendario astronomico. Il cambio di stagione “arretra”, anno dopo anno: addirittura, nel 2044 l’equinozio di primavera cadrà per la prima volta il 19 di marzo.

 

Simbolismo dell’equinozio

La vita spinge e scaccia via l’inverno, associato analogicamente da sempre all’idea della morte.

La primavera evoca gli spiriti della natura: essi sorgono dalla tomba dell’inverno e influenzano i pianeti e le orbite.

L’instabile mese di marzo diffonde nella natura una vitalità interiore: le piante succhiano dalla terra le sostanze minerali per crescere e negli uomini serpeggia la brama e l’inquietudine di vivere.

Inquietudine che nei tempi passati si traduceva in forme rituali con la funzione di esorcizzare la paura e favorire la rinascita.

La lotta cosmica tra Luce e Tenebra, tra le energie che ci dominano è eterna: oggi questa lotta trova un momento d’equilibrio ma da domani in poi la Luce durerà ogni giorno di più nel ciclico processo di generazione e di maturazione della vita.

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